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Casca il mondo

La differenza tra me e “me”

Di Annalisa Teggi
09 Dicembre 2024
Le repliche di noi stessi create dall’intelligenza artificiale e quel piccolo gap che non sarà mai colmato. La app che calcola la data della nostra morte e l’escursionista disperso su cui nessun algoritmo avrebbe mai scommesso
Foto Depositphotos

Ci farebbe davvero comodo avere un paio di agenti di simulazione? Si tratta di repliche virtuali della nostra persona a cui delegare attività e scelte. Secondo il team di ricerca della Stanford University e di Google DeepMind, i risultati sono ottimi. Con un colloquio di due ore tra un individuo e l’intelligenza artificiale si può creare una replica dell’individuo stesso, un agente di simulazione in grado di comportarsi come lui. Con un’attendibilità dell’85 per cento. «Se puoi avere un gruppo di piccoli “tu” che vanno in giro e prendono le decisioni che effettivamente avresti preso tu, ecco, penso che questo sia il futuro», ha dichiarato un membro del team.
Al contrario, il futuro resta saldamente ancorato al 15 per cento di gap tra simulatore e uomo. Potrà essere una percentuale ulteriormente ridotta dal progresso, ma non sparirà. Si riducesse anche allo 0,1 per cento, resterebbe un’inezia intoccabile. L’uomo è imprevedibile anche a se stesso, non di rado tradisce quello su cui avreb...

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