LA VIA D’USCITA
Per carità, in questa maggioranza di governo tutti hanno pari dignità, come si suole dire. Però ci permettiamo solo una considerazione. La flessibilità non è solo un neologismo adattabile a materia di lavoro, ma è determinante anche in circostanze politiche e sociali. Domanda: perché questa maggioranza è come un “motore che batte in testa”? Nostra risposta: forse non è dotata di appeal di centro riformista. E allora perché il Cavaliere, addentrandosi un po’ nei meandri della politica (che non è una brutta cosa), non cerca anche di favorire la formazione di un vero perno riformista nella sua larga maggioranza, piuttosto sbilanciata a destra? Basterebbe guardarsi intorno, basterebbe guardare tra le schiere di alcuni suoi “vecchi votanti”, oggi molto incerti, che hanno sofferto e patito Tangentopoli più di altri. Forse lì potrebbe trovare la tradizione di una vera e antica sinistra, mai dogmatica, pronta al nuovo, in grado di contendere voti ai sedicenti Frankenstein riformisti, che in realtà andavano a scuola a Mosca. Sia flessibile Cavaliere. Tranquillizzi le truppe lumbard e quelle dell’“acqua di Fiuggi”. Calmi un poco i revival postdemocristiani, che rischiano solo di riprodurre dei festival di Sanremo alla Nilla Pizzi. Con il prezzemolo riformista, Cavaliere, può ancora farcela. Forse.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!