La Forleo promette: «Rimarrò soggetta, come sempre, solo alla legge». E come sempre la interpreterà come le pare

´ «Rimarrò soggetta, come sempre, solo alla legge», dice Clementina Forleo alla Repubblica (24 luglio).
E, come sempre, se la interpreterà come cazzo le pare.
´ «Abbiamo sempre vissuto con la paura dell’esercito ma un turco su due non vuole i generali in politica», dice Ahmet Altan al Sole 24 Ore (24 luglio).
E l’altro turco invece vuole una repubblica con le stellette?
´ «Quell’intrigo, che vede protagonisti intorno allo stesso tavolo Berlusconi e Prodi, D’Alema e Gianni Letta con un poco nobile codazzo di banchieri, arbitri faziosi, avventurieri della finanza, astuti nouveaux entrepeneurs», dice Giuseppe D’Avanzo sulla Repubblica (24 luglio).
Tutta l’Italia è degenerata secondo D’Avanzo: tranne De Benedetti e De Gennaro. Loro non de generano.
´ «Sarà chiaro che non si tratta di una affermazione di classe ma di una constatazione di buon senso», dice Furio Colombo sull’Unità (24 luglio).
Stia tranquillo, il nostro Furio, nonostante i ricciolini nessuno l’aveva scambiato per Rosa Luxemburg. Magari per Shelley Winters ma per la Luxemburg, proprio no.
´ «Sono l’iceberg di un sentimento molto ampio e profondo», dice Mario Segni alla Stampa (24 luglio).
C’è chi se ne intende di iceberg: anche perché ne ha visti navigare molti, in piccolo, nei bicchieri di scotch.
´ «Una è introversa, gelosa delle proprie solitudini. L’altra è estroversa, orgogliosa della propria solarità. Una è rossa, l’altra è nera», dice Paolo Colonnello sulla Stampa (25 luglio).
Una descrizione da Thelma & Louise, per
Ilda & Clementina. Il giornalismo da secondini porta a queste estreme degenerazioni.
´ «No al frullatore», dice Walter Veltroni all’Unità (25 luglio).
No, non serve il frullatore per preparare la melassa, che invece cuoce a fuoco lento in appositi pentoloni (mescolare ogni tanto).
´ «Indubbiamente questa fuga di notizie delicate e riservate non può rimanere sempre senza alcuna responsabilità», dice Oscar Luigi Scalfaro al Corriere della Sera (25 luglio).
E, a proposito di responsabilità, quanti ovoni ha fatto la gallinona che sta cantando in questa intervista?
´ «Sarkozy è considerato uno statista, io un paraterrorista», dice Massimo D’Alema al Corriere della Sera (26 luglio).
Tutta colpa di Mieli?
´ «Il governo è in crisi per le politiche neocentriste che ha portato avanti e vuole addossare la responsabilità alle sinistre», dice Cesare Salvi a Liberazione (26 luglio).
La cosa poco credibile del ragionamento di Salvi è che così diabolici piani sarebbero messi in atto da tipi come Prodi, Montezemolo, Rutelli e simili.
´ «Il blitz di lunedì scorso su temi per noi centrali come welfare e precarietà, è di una certa gravità e non va bene», dice Achille Passoni a Europa (26 luglio).
Damiano e Prodi avranno fatto il blitz, ma Epifani che cosa faceva? Dormiva?
´ «è in atto un’offensiva senza precedenti tesa a imporre nei fatti “una plancia di comando” affidata al nocchiero del Partito democratico», dice Giovanni Russo Spena a Liberazione (24 luglio).
Ma è vero che certe metafore uno impara a farsele da ragazzetto, in bagno, mentre la mamma grida: «E su, dai, apri la porta, non puoi mica restare chiuso tutto il giorno lì dentro, a farti metafore»?
´ «Rafforzando probabilmente in lui la convinzione che il governo di Romano Prodi abbia rivelato negli ultimi mesi una profonda inaffidabilità», dice Sergio Rizzo sul Corriere della Sera (26 luglio).
è ora di far partire una vasta campagna per aprire gli occhi a Epifani sulle cose di questo nostro mondo complicato. Sappia che non solo Prodi è inaffidabile (e perché mai solo negli ultimi mesi?) ma anche che i bambini fanno la pipì in piedi, mentre le bambine si accucciano.
´ «Lei mi si è seduta sulle gambe, che cosa dovevo fare?», frase raccolta dalla Stampa (26 luglio).
No, non è Arturo Parisi che parla di Rosy Bindi e della sua candidatura alle primarie, bensì Stefano Ricucci che spiega i suoi rapporti con Sara Varone.

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