La fortuna di essere nati in Riviera
Ho perso molte cose nella mia vita a cui avrei preferito non rinunciare, ad esempio il mio rene destro e una fidanzata con due tette entusiasmanti. Però sono contento di aver perso il mio tifo per l’Inter. Essendo un ragazzo dei favolosi Sixties sono cresciuto col mito dei Beatles e di Sarti, Burgnich, Facchetti eccetera. Traslocato nei Seventies, un po’ meno mitici, non so come, un giorno decisi che un ragazzo della Riviera non poteva “tenere” a una squadra di Milano, ma doveva sceglierne una locale. Questo improvviso e illogico pronunciamento mi portò dalle parti del Genoa. La salvezza. Pensate in che condizioni sarei adesso se tenessi per l’Inter. Ogni anno si parte per vincere lo scudetto e non si vince nulla, ogni anno si prende un allenatore convinti che sia il nuovo Herrera e dopo una giornata lo si esonera, ogni anno si comprano 720 giocatori e sono quasi tutti delle pippe ignobili. E non puoi neanche prendertela col presidente perché si chiama Moratti e insultarlo non è politicamente corretto. Invece sono del Genoa. Torno da Sydney e trovo la squadra in zona retrocessione, il tecnico licenziato, i fratelli ultrà che vogliono sfasciare tutto, la “Nord” che suggerisce (eufemismo) al presidente di andarsene. Nessuna sorpresa: è bello avere delle certezze.
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