La forza di reazione rapida

Di Tempi
03 Ottobre 2002
La “Forza di Reazione Rapida” europea non sarà un “Esercito europeo” inteso come esercito permanente

La “Forza di Reazione Rapida” europea non sarà un “Esercito europeo” inteso come esercito permanente. Piuttosto avrà un carattere simile ai Corpi di Risposta rapida (Arrc) del Comando Alleato Nato in Europa, dove certi elementi degli eserciti dei paesi membri sono destinati ad un impiego immediato qualora ne intervenga il bisogno. L’Unione europea non avrà il controllo definitivo sulla Forza di Reazione Rapida: gli stati che vi parteciperanno, conserveranno il controllo sulle operazioni e sulle proprie truppe. In effetti, il controllo nazionale delle forze armate resta un punto troppo importante per tutti i governi. Come insegna il precedente tentativo di dare vita ad un esercito europeo. Negli anni ’50, la Francia aveva proposto la creazione di una Co-munità di difesa europea (Edc), con un proprio esercito da gestire in parallelo alla Comu-nità europea dell’acciaio e del carbone (Ceca) creata in precedenza con la Germania. L’idea era quella di rafforzare la Repubblica federale tedesca che si trovava a fronteggiare la potenza militare sovietica. Ma la Gran Bretagna rifiutò di prender parte al progetto, considerando più importante mettere le proprie risorse militari a disposizione della Nato. Si aprì inoltre un dibattito: a chi doveva rispondere questo esercito? All’Edc o ai governi nazionali?

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.