La guerra al nemico in clergyman
Cattivi perdenti
2 luglio 2006
Il 2 luglio 2006 il Partito della rivoluzione democratica del leader populista di sinistra López Obrador perde le elezioni. Per un pugno di voti, il nuovo presidente del Messico è il conservatore Felipe Calderón. Il Prd, che i sondaggi avevano dato sempre largamente favorito, non si rassegna. E scatena una guerra senza quartiere alla Chiesa, accusandola di aver spalleggiato la destra. Nei mesi successivi, mentre giornali e tv intensificano la caccia a dietrologie e scandali à la Bbc, in molte amministrazioni messicane nasce l’asse anticattolico tra Prd e Partito della rivoluzione istituzionale. Primo obiettivo dichiarato: “liberalizzare” l’aborto.
La vendetta in aula
24 aprile 2007
Il Parlamento di Città del Messico, Stato governato da Prd e Pri, depenalizza totalmente l’aborto entro le prime 12 settimane di gravidanza. La Chiesa si oppone anche da Roma.
Vietato fare il prete
18 maggio 2007
Il Prd denuncia alla segreteria del governo Juan Sandoval Íñiguez, arcivescovo di Guadalajara, «per aver esortato i fedeli a non votare i partiti che promuovono l’aborto».
La misura è colma
21 maggio 2007
Esasperata dagli attacchi mediatici e politici, l’arcidiocesi di Città del Messico pubblica un durissimo editoriale sulla «campagna di odio e calunnie del Prd».
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