La guerra americana vinta dai Rabbani (russi)
Il trauma storico del mondo ortodosso è stato proprio l’invasione dei propri territori da parte dei musulmani, fermati in Europa dal cattolicesimo latino. E solo l’impero russo ha riscattato in parte la vergogna dei bizantini, rimanendo per cinque secoli l’unico bastione del cristianesimo d’Oriente nei confronti dei seguaci di Allah. Oggi è giunto il momento per la Russia di prendersi la grande rivincita storica, stendendo la propria ipoteca spirituale sull’Oriente, liberi ormai anche dalle zavorre ideologiche del comunismo, che non riuscì ad affrancarsi dall’astrazione dell’Internazionale (ci riuscì in parte Stalin, che si riteneva egli stesso una divinità orientale, adorata perfino da Mao Zedony). Lo stesso Putin ha rivendicato, nel recente incontro con Bush, la giustezza dell’invasione sovietica dell’Afghanistan dal punto di vista militare, sottolineando che gli errori che portarono alla rovina erano di natura ideologica, e che oggi tali errori non si ripeteranno. La presa di Kabul da parte dei mujaheddin di Rabbani, l’uomo di Mosca, apre effettivamente uno scenario sorprendente: la guerra fatta dagli americani viene vinta dai russi (in parte fu così anche per la Seconda Guerra Mondiale). Se Bush è il governatore del mondo, Putin aspira a diventarne il padre spirituale, illuminando da Oriente il deserto dell’anima del mondo contemporaneo.
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