La Koll si toglie le infrastrutture. E Fini?
«Insomma in tutto il mondo c’è la destra che vince cavalcando la paura, ma c’è anche la stanchezza delle sinistre tradizionali. Vogliamo invertire la tendenza», dice Francesco Rutelli all’Espresso. Cioè la sinistra deve cavalcare la paura e sperare nella stanchezza delle destre tradizionali? *** «Nessuno ha detto: sono fascisti. Si è parlato di atmosfere che ricordano il passato», dice Dario Fo al Corriere della Sera. Ah quei clown di una volta che avevano almeno il coraggio delle proprie battute. *** «Adesso non mi fregano più. Quando qualcuno viene accusato di qualcosa sono “sempre” innocentista», scrive Enrico Vanzina. Dopo un pensierino così, adesso ci toccherà andare a vedere la millesima puntata di Vacanze di Natale. *** «Manifestazioni pacifiche di cittadini incensurati», scrive Massimo Fini sul Giorno. Difende quelli del Palavobis dall’accusa di alimentare un clima di violenza. Un giorno Fini elogia la schiuma della terra e il diritto all’odio. Quello dopo fa l’apologia dei manifestanti perbenini. Maledetto, sì. Ma con la mutua. *** «Un premier che mette insieme “colpi di piazza” e “colpi di pistola”», scrive Enzo Siciliano sull’Unità: poi si diffonde in indignazioni. Le parole d’ordine della grande manifestazione della Cgil al Circo Massimo erano «contro i terroristi» e «contro chi attacca i nostri diritti». Armamenti, tensioni, toni e cazzate difficilmente calano unilateralmente. *** «Il falso in bilancio delle società non quotate sui mercati mobiliari e comunitari è stato (di fatto) abrogato», scrive Riccardo Targetti sul Sole 24 ore. Il falso (capzioso) in esternazioni di magistrati, comunque, continua. *** «Bologna mi ricorda le azioni camorristiche o mafiose con ragazzini “sul vespino” che ammazzano davanti un bar», dice Alberto Franceschini alla Stampa. Non sono più quei begli omicidi dei Br d’un tempo.*** «La verità è che sono degli scrittori che usano la parola in modo pacifico e sereno», dice alla Repubblica Antonio Tabucchi. Difende le imprese sue e dei suoi colleghi a Parigi. Dove ha partecipato a un sereno convegno che serenamente paragonava il sereno Silvio Berlusconi al sereno Adolf Hitler. *** «Gli attacchi ai tre pilastri portanti della democrazia: la magistratura, l’informazione (si pensi al conflitto d’interessi e al pluralismo televisivo) e infine i sindacati», dice Paolo Sylos Labini al Corriere della Sera. E il voto dei cittadini? Mica è un pilastro, anzi è una cosa un po’ da nazisti. *** «Ho cercato di togliermi di dosso tutte le sovrastrutture», dice Claudia Koll al Corriere della Sera. Ricordiamo un film di Tinto Brass in cui c’era largamente riuscita.
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