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La lezione della storia è chiara: il resto di Israele oggi sono gli armeni

Di Renato Farina
06 Luglio 2022
Sempre sull’orlo della dissoluzione e sempre risorgente. Ecco il segreto della permanenza di questo popolo: non la politica o astuzie levantine, ma la presenza di santi martiri
Soldati armeni in trincea nel Nagorno-Karabakh
Soldati armeni in trincea nei pressi di Martuni, Nagorno-Karabakh, 16 gennaio 2021 (foto Ansa)

Ho raggiunto una certezza, che non è metafisica o mistica. Nasce dal guardare i segni che Iddio manda, facendoli piovere sulle teste di chi non si ripara con l’ombrello del pregiudizio o dell’ideologia. (Detesto gli ombrelli, invenzione stupida). I segni sono chiari. Sbaglio? Lo Spirito soffia dove vuole, a volte Dio usa gli asini per parlare (Numeri 22). E l’Asino molokano dice che gli armeni sono essenziali per il destino della storia e per la pace nel mondo. La Bibbia quando, con Isaia e san Paolo, indica il «resto di Israele», oggi si riferisce all’Armenia e agli armeni. Non proprio tutti gli undici milioni. Magari tra essi solo quei «settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal», e Dio li ha riservati a sé (Romani 11).
Piccolo resto, non è vero? Eppure la potenza di Dio si manifesta nella debolezza, in una brezza che non ha la forza di piegare i giganti, ma è presentimento dell’infinito. Chi oggi è più debole e misconosciuto della Armenia e di quel tesoro vio...

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