La libertà di giocare

Di Tempi
18 Agosto 2005

Gabriella Alemanno è il Direttore per le Strategie dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (Aams), cui è affidata la governance del comparto del gioco pubblico dal 2002. Nell’ambito delle attività che le sono state affidate, si occupa della valorizzazione dell’immagine di Aams contribuendo, al tempo stesso, a veicolare fra i cittadini il messaggio di garanzia e trasparenza assicurato dall’operato dell’Amministrazione.
Fra le sue numerose iniziative di comunicazione istituzionale: l’ideazione di campagne pubblicitarie, l’organizzazione di una mostra storica itinerante, la partecipazione a manifestazioni del settore o eventi per la solidarietà, l’istituzione di un tavolo di lavoro per lo studio delle problematiche internazionali in materia di giochi. Tutte iniziative volte a mettere in luce la nuova mission dell’Amministrazione esaltandone il ruolo sociale.
In questo ambito, Aams desidera rivolgere una particolare attenzione ai giovani, che secondo le ultime ricerche di mercato si avvicinano al mondo del gioco pubblico con crescente interesse. Per questa ragione, l’Amministrazione ha scelto di partecipare al Meeting di Rimini: un palcoscenico ideale per raggiungere questo target affascinato dall’interattività, che recentemente caratterizza le ultime proposte di gioco, e renderlo maggiormente consapevole dei possibili rischi connessi.
Parliamo di gioco pubblico e responsabilità sociale. Insieme possono coesistere?
In primo luogo, dobbiamo ricordare che la gestione unitaria del comparto del gioco pubblico esercitata da Aams consente il finanziamento dello sport, dell’ippica e del recupero del patrimonio artistico. Un ruolo istituzionale a forte connotazione sociale che, con la legge finanziaria 2005, è divenuto ancor più incisivo. Attraverso la raccolta dei diversi giochi infatti è previsto uno stanziamento annuale destinato al Coni per il finanziamento delle federazioni sportive.
Tale connotazione sociale è stata evidenziata anche attraverso azioni spontanee legate alla solidarietà nazionale e internazionale. Ne sono un esempio, la campagna di fondi “Un euro per un bambino” per la costruzione di un nuovo padiglione promossa dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, cui Aams ha partecipato attivamente attraverso il gioco del Lotto; la maratona televisiva “Telethon”, a favore della ricerca scientifica sulle distrofie muscolari, che ha visto Aams scendere letteralmente “in campo”: l’iniziativa, infatti, ha coinvolto le tifoserie della Capitale. Il meccanismo di raccolta era basato sull’invio di sms per scegliere la squadra del cuore.
A livello internazionale, invece, l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha sostenuto la charity a favore del Darfur, lanciata in occasione del Festival di Sanremo. Successivamente ha patrocinato lo spettacolo-evento di Portofino “Kermesse – adesso, subito X i nostri figli” promosso dalle associazioni “Duemilasperanze Onlus” e “Mentoring Onlus Italia”, che operano su progetti di adozione a distanza, di formazione educativa e di diritto alla vita.
In un Suo recente intervento su “Il Punto Vincente”, il mensile dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ha sostenuto le innumerevoli potenzialità dell’information technology.
Come professionista dell’informazione, crede a un contributo determinante della tecnologia?
Certamente. In quel messaggio mi riferivo all’esortazione di Papa Giovanni Paolo II, contenuta nella sua ultima Lettera Apostolica, dal titolo ‘Il rapido sviluppo’. Dedicata ai responsabili della comunicazione sociale, ai professionisti dell’informazione e a tutti i credenti che operano nel settore, l’appello del Santo Padre era incentrato sul ruolo di Internet, sulle nuove tecnologie e sui nuovi strumenti di comunicazione, considerati come un bene prezioso a sostegno delle certezze dell’uomo contemporaneo. In particolare, il Pontefice sottolineava il ruolo fondamentale dell’informazione, quale strumento di amplificazione dei grandi valori umani. Il Suo ultimo anelito, in tal senso, è stato verso la stesura di un codice morale della comunicazione sociale, composto da capitoli importanti, come quelli sul pluralismo e sulla partecipazione, sul dialogo e sulla formazione.
Quali sono le tematiche che possono accomunare Aams e il Meeting di Rimini?
Il caratteristico tratto internazionale del Meeting ci consentirà di affrontare con ampio respiro questioni per noi di rilievo. Come la valorizzazione del tempo libero, inteso come occasione di svago e, in particolare, come opportunità di impegno sociale. Un tema centrale dei nostri giorni, attorno al quale convergono anche i pensieri di Don Luigi Giussani, che ha ricordato: «Il valore più grande dell’uomo, la virtù, il coraggio, l’energia dell’uomo, il ciò per cui vale la pena vivere, sta nella gratuità, nella capacità della gratuità. E la gratuità è proprio nel tempo libero che emerge e si afferma in modo stupefacente».

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