Per la libertà religiosa in Arabia
Ho sempre avuto in uggia gli appelli, ma sento che oggi è indispensabile lanciare un manifesto per la libertà religiosa e di coscienza in Arabia Saudita, perché sia possibile aprirvi una chiesa, una sinagoga, un tempio buddista. Sento che è indispensabile che laici, cattolici, ebrei, islamici e quant’altri, stendano un manifesto, lo sottoscrivano, chiedano a tutti gli imam che operano in Italia e in Europa di sottoscriverlo e che infine lo recapitino alle autorità politiche e religiose saudite (che di fatto coincidono, perché la casa regnante degli Al Saud nomina direttamente le principali autorità religiose). Le vicende stesse di questo manifesto sveleranno il volto di un’Europa che non sa gestire se non con eccessi di tolleranza o di paura, il rapporto con la cultura religiosa dei musulmani. Obbligheranno a decidere se sia tollerabile o meno che nelle moschee delle città europee venga predicato un Islam wahabita, con shar’ia neo-hanbalita, che nega con violenza il diritto all’esercizio degli altri culti. Non è tollerabile; però lo tolleriamo.
Il wahabismo saudita –finanziato con i petrodollari- rappresenta la più forte corrente dell’Islam che si sta radicando in Europa, buona parte degli imam delle moschee europee predica questo credo integralista.
La straordinaria fertilità di una possibile contaminazione cultural-religiosa dell’Europa è così inquinata da un fondamentalismo che produce centinaia di attentati antisemiti in Francia, cellule estremistiche in Italia, una concezione dell’Islam aggressiva e totalitaria. Fare chiarezza sulla libertà di religione e di opinione è fare chiarezza su tutto. Lanciamo dunque questo manifesto appello e vediamo chi lo firma.
Ma soprattutto chi si rifiuta di firmarlo.
Carlo Panella
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