LA LINGUA UNIVERSALE DELLA VITA

Di Calò Livné Angelica
08 Aprile 2004
Angelica e i suoi ragazzi ebrei e arabi israeliani del teatro Arcobaleno dell’Alta Galilea

Angelica e i suoi ragazzi ebrei e arabi israeliani del teatro Arcobaleno dell’Alta Galilea, hanno trascorso una settimana in Italia portando in diverse città e paesi il loro “Bereshit”, l’inizio, una rappresentazione teatrale che racconta della possibilità di essere costruttori di pace in un mondo dilaniato dall’odio e dalla violenza. Questo, ci scrive Angelica, è il messaggio con cui, di ritorno in Israele, i ragazzi di “Bereshit” vorrebbero salutare i tanti giovani amici italiani incontrati.

«Ciò che ci unisce è la passione per il teatro!». Attraverso il teatro abbiamo scoperto che con l’arte, la poesia, la musica e l’amore si può sconfiggere il nulla. E che ci sono mille strade per dare un senso alla vita che D-o ci ha donato. Che ci sono mille strade per togliersi la maschera che ci impedisce di guardare la vita e di goderne. Siamo qui a ringraziarvi per averci accolto, per averci dato fiducia, per averci ascoltato mentre recitavamo e danzavamo dinanzi a voi, ridendo e piangendo, la nostra vita di ogni giorno. E non ci hanno capito solo gli amici degli Scalpellini, di Elsinor o di Palcoreale, che ci hanno accompagnato in ogni città in cui abbiamo rappresentato “Bereshit”. Il nostro messaggio d’amore non èstato colto solo da Franco Palmieri che è un uomo di teatro, da don Luigi, don Carlo o don Lorenzo che sono uomini di Chiesa o dai signori Fano, Hodara o Shamma che sono ebrei come parte di noi! No, il messaggio è stato recepito da tutti. Anche da quel signore palestinese che era tra il pubblico. Anche da quei liceali che hanno detto «meglio vedere il vostro spettacolo che stare a lezione di matematica» e poi sono venuti a tutti gli altri spettacoli e anche di sera a farci visita e anche da certi ragazzi di cui si dice non abbiano nulla da dare. Perchè quando dici con semplicità che la vita va vissuta con rispetto verso D-o e verso l’Uomo ti capiscono tutti. Perche’ l’amore è disarmante è sconvolgente nella sua totalità. Ti cambia la vita. Ti risveglia, ti rimette in discussione ed inevitabilmente ti scaraventa nella realtà, ti rimette in gioco. Siamo stati sommersi di affetto, siamo tornati a casa pronti per raccontare intorno alla tavola imbandita di Pesach, la nostra liberazione dall’Egitto mentre i canti dei bambini del Collegio Rotondi che lodavano il Signore prima della Pasqua, ancora echeggiano nei nostri cuori. Stiamo risalendo le scale… eravamo giù giù giù, nel buio, ma ora stiamo risalendo le scale e non siamo soli!

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