La lumaca, o quel mondo di mezzo

Di Alciati Piero
19 Ottobre 2006

Alla Fiera Fredda, vecchia di quattrocento anni, di Borgo San Dalmazzo si celebra l’ultimo prodotto dell’agricoltura che chiude la stagione produttiva prima dei rigori dell’inverno: Helix, il mollusco di terra detto volgarmente lumaca, o meglio e più gentilmente, chiocciola di montagna diventa protagonista, sia della cucina popolare e rustica che dell’haute cuisine richiamandosi alle tradizioni francesi dell’escargot. Comunque accomunata a un mangiare sano, di campagna, che solo la salubrità di un ambiente incontaminato può offrire. Sposano quasi sempre l’aglio, il prezzemolo trito e sapori forti e decisi come il peperoncino, le cipolle, i porri, in tutti i ricettari sparsi per l’Italia e soprattutto nelle Dodici città delle lumache, dato il loro carattere decisamente tenace, le carni consistenti, elastiche e arcigne. Ma, così facendo, se ne perde un po’ la pallida essenza, i sapori unici di quel “mondo di mezzo” fra la carne e il pesce. Ecco quindi una ricetta semplice che non ne mortifica troppo il sapore: una fresca insalata di chiocciole. In una pentola far bollire 3 litri di acqua e versare 500 grammi di chiocciole tenendole nell’acqua che bolle per 5 minuti dopo di che si lavano e si toglie l’opercolo, si rilavano e si lasciano sgocciolare. Si dispongono, poi, in un piatto capace aggiungendo il succo di un limone, olio d’oliva, pepe, sale e origano a piacere, lasciando riposare per circa un’ora. Intanto in una scodella con un po’ d’olio si tempera, fino a scioglierla, un’acciuga salata
e precedentemente ben lavata in acqua
fresca da utilizzare per condire il piatto di chiocciole.

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