La Milano bonaria della tricoteuse Bocca. E il profondo Nord ostile a Rutelli (Fausto)

Di Lodovico Festa
03 Maggio 2001
«Il governatore Formigoni – sin qui personaggio minore della politica italiana, estraneo al costume bonario della città di Milano», scrive Giorgio Bocca su Repubblica

«Il governatore Formigoni – sin qui personaggio minore della politica italiana, estraneo al costume bonario della città di Milano», scrive Giorgio Bocca su Repubblica. Diavolo d’un giornalista, l’avevamo lasciato che faceva la tricoteuse sotto le ghigliottine di Mani pulite, che incitava “i nuovi barbari” e ora ti scopre il “costume bonario” di Milano. *** «Poi a Palazzo Marini arriva Formigoni, e Consolo dice basta: “Me ne vado!”. Poi resta, ma non con grande entusiasmo», scrive Angela Azzaro introducendo un’intervista a Vincenzo Consolo su Liberazione. In realtà non si tratta del Palazzo della Marini, ma di quello di un antico mercante genovese, tal Marino. Non si tratta di Roberto Formigoni ma dell’ex sindaco Marco Formentini, che adesso è passato con i Democratici di Francesco Rutelli. È vera, invece, l’indignazione di Consolo, vissuta però senza «grande entusiasmo». *** «Il fenomeno Formigoni dimostra quanto sia stata disastrosa la scelta dell’elezione diretta dei presidenti regionali», dice Mino Martinazzoli all’Unità. L’ex segretario della Dc ricorda i governanti comunisti della Germania orientale, a cui si rivolse Bertolt Brecht dopo le rivolte operaie tedesco-orientali degli inizi degli anni ’50, dicendo: «E adesso sciogliete il popolo». *** «Mi chiamo Roberto Caielli e sono candidato dell’Ulivo al Collegio 4 della Camera Lombardia Nord Ovest. Voglio dirvi che non mi chiamo Fausto, come avete scritto. Certamente vi scuso per l’errore, se vorrete anche correggerlo mi farete pure un favore. La sfida ardua che affrontiamo noi candidati dei collegi del profondo Nord confida in ogni tipo di sostegno democratico. Con l’occasione vi rinnovo gli auguri di buon lavoro e ripeto il mio modesto consiglio: parlate di Berlusconi ma senza esagerare nello spazio dedicatogli, abbiamo molte nostre buone ragioni da far conoscere», scrive Roberto Caielli all’Unità. Poverino, candidato nel profondo Nord, ma sicuramente meglio di Fausto Rutelli.

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