La (non) banalità del bene

Di Valenti Annalena
15 Gennaio 2004
Vacanze di Natale in Sardegna

Vacanze di Natale in Sardegna: Capodanno con botti, uno è più forte degli altri, il primo mattino dell’anno comincia vedendo una nave gasiera che esplode. Devo far venire il fabbro, sistemare il giardino, vedere come mai entra acqua nella “stanza buia”, ma l’appendicite di mia figlia Clara decide altrimenti, e così ci ritroviamo ospiti dell’ospedale di Olbia per la prima settimana dell’anno. Qualcosa ha interrotto il mio dovuto e di diritto buen retiro, il mio sacrosanto programma, e il qualcosa che accade ha la faccia di una bambina che piange per il dolore, che sgrana gli occhi stupita all’infermiera che, prima dell’operazione, apre l’acqua per farle fare una pipì che non scappa e lei fa la pipì: «Grazie signora infermiera», che continua a chiedere alla dottoressa, all’amica Tina il sonnifero per dormire, e poi si “accontenta” di massaggi sulla schiena, che sorride con bocca e occhi quando sa che di appendice non potrà più soffrire, quello che accade è nella stanza di fronte a noi dove il respiro regolare di una vecchietta sedata già da parecchi giorni per non sentire dolore, diventa “urlo di morte”, un attimo prima di morire. Si parla in ospedale, le figlie non l’avrebbero certo aiutata a morire «non dobbiamo essere egoisti, c’è un motivo per cui uno soffre», e adesso piangono e ringraziano Dio per averla liberata dalla sua sofferenza. Altre urla nella notte «mamma mia, aiutatemi». Sarà stato un incidente, dicono le signore di fronte a me, sembra più l’urlo di una pazza, di tanti pazzi che si cerca di sedare; lo sappiamo il mattino dopo, è morta una bambina di due anni. Accade anche che una ragazza operata di colecisti, ombelico in vista, dopo tre giorni di digiuno, pianga per la fame «mai, mai, mai più farò una dieta in vita mia». Accade che la signora con le coliche ha bisogno del mio aiuto, «mi sembra di essere un bambino, devo continuamente chiedere». Dice il mio ultimo Maigret: «Ci sono giorni come questo, in cui l’esistenza è meno banale». Già.

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