La non santa alleanza di Horovitz

Di Respinti Marco
27 Ottobre 2005

Un po’ è che la sinistra se la fa con i jihadisti per farla agli amerikani, un po’ è che il panciafichismo di certa cultura deficita strutturalmente degli strumenti intellettuali di analisi, comprensione e giudizio. Detto con un parolone, è il trionfo del “pensiero debole” che incapacita l’intelligenza; detto con un prestito dall’inglese, significa spararsi in un piede. Il risultato è comunque quella “non-santa alleanza” che dissangua mezzo Occidente per autodemolizione e autoimmolazione. Dopo essersi ieri convinte che era meglio rossi che morti, oggi le varie sfumature di rosa stanno con i verdi coranici (oltre che con i Verdi); ma chissà perché finisce sempre che ci scappa il morto.
Lo sa bene David Horowitz, autore del portentoso Unholy Alliance: Radical Islam and the American Left (Regnery, Washington 2004) da cui si è appunto presa a prestito la felice espressione “non-santa alleanza”. Lo sa bene perché ai tempi del Sessantotto statunitense Horowitz stava con i radical e con i liberal. Oggi, fondato a Los Angeles il Center for the Study of Popular Culture e il periodico telematico FrontPageMag.com, da ex (informatissimo) qual è Horowtiz stana uno dopo l’altro tutti i cedimenti e le complicità della Sinistra verso l’islamismo. Con una tesi: il marxismo-leninismo è morto, ma il movimentismo che lo caratterizzò in Occidente si è riciclato in un nuovo terzomondismo filoislamista. Un po’ per amore, un po’ per forza, insomma, i nuovi utili idioti sono proprio le Sinistre.

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