La piccineria di chi si batte per la donna bombardando la “famiglia assassina”
Se nel primo chiarore del giorno il bimbo che sta al piano di sotto piange e quel pianto ti sveglia e ti tira via da un farlocco bilancio preventivo della tua giornata con questo pensiero: “Ma stare al mondo non è come quel bimbo che piange? Non è un essere bisognosi di tutto?”; tale pensiero salva l’inizio di una giornata e magari tutta una vita. «Quel bimbo che piange è l’Essere che mendica l’uomo. E l’uomo che si lascia strappare dal ripiegamento sul sé da quel pianto è il mendicante dell’Essere». La cura della realtà, osservata e riflessa, fa diventare grandi ed educa alla passione per l’altro. Cos’è, invece, che fa appassire, diventare piccoli, talmente piccoli da rischiare di far la fine di un famoso nano di Pär Lagerkvist (a proposito, leggetelo, edizioni Iperborea)? La mala educación, l’erba voglio che non cresce neanche nel giardino del re, l’ossessione di possedere l’altro, subito e a qualsiasi prezzo. È questo narcisismo pazzotico la nostra Chernobyl. E il mandante culturale e psicologico di certi delitti, specie contro le donne. Narcisismo da cui neanche chi crede di combattere la causa delle donne pare essere immune. Prendete Liberazione. Dopo aver attaccato la “famiglia assassina” nel giorno del Family Day e dato del fascista alla nostra Marina Corradi per un suo editoriale su Avvenire, Liberazione ha seguitato a scrivere (in compagnia del vecchio Manifesto e di altre appendici santoriane) che siccome la realtà è anche fatta di tragedie familiari, bisogna compiere lo sforzo disumano di cavarne un’eccitante campagna ideologica contro la famiglia. Ma seguitare a scrivere che, in sostanza, quel che capita di male alla donna è frutto della mentalità da Family day, non è soltanto una stronzata. È una luce sinistra che illumina il cuore di tenebra di certa sinistra. Dove si vede che ciò che le batte in seno non è la passione per l’altro, ma la nanovendetta.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!