La pietà dei saggi
“É possibile che un malato di mente abbia ancora, in determinate circostanze, una qualche consapevolezza della propria vita, come d’altronde avviene per qualsiasi essere vivente. Ma dobbiamo chiederci se la vita dei malati di mente incurabili sia ancora degna di essere vissuta. Come ho avuto modo di vedere io stesso, il malato di mente senza speranze è agli occhi di un soggetto psichicamente sano, una creatura gravemente sofferente ed irrimediabilmente perduta, solo un misero residuo di ciò che era un essere umano. La vita del malato di mente è per lui stesso, per l’ambiente circostante e per i suoi congiunti, priva di scopo, ormai solo più una pena e una sofferenza.
Se si osservano questi malati si potrebbe vedere che non esiste in loro alcuna volontà. Eppure bisogna tener presente che un tempo erano soggetti sani, dotati di una propria volontà. ed è proprio la loro volontà di un tempo che deve essere posta a fondamento della decisione se si debba o meno sostenere per questi casi l’idea dell’eutanasia. Alla vista di queste creature nessun uomo sano esprimerebbe mai il desiderio di diventare come loro, una simile aberrazione dell’essere umano. E ciò che desideriamo per noi stessi è lo stesso desiderio, credo, delle persone che un tempo erano sane e che ora sono malate. Si può dunque senza ombra di dubbio pensare che, se il malato fosse consapevole dello stato in cui si trova, chiederebbe egli stesso di abbreviarne la durata. Da ciò traggo il dovere di aiutare queste persone a porre fine la loro condizione di mortificazione e di sofferenza.
Firmato da Viktor Brack, direttore del programma per l’eutanasia infantile e degli adulti per conto di Hitler e del Governo Nazista. Fu lui ad organizzare il “programma di eutanasia” più noto come “T4″che prevedeva la segnalazione da parte dei medici dei malati che poi venivano sistematicamente eliminati.
Viktor Brack, già autista di Heinrich Himmler, era anche a capo del II Ufficio Centrale della Cancelleria del Führer che si occupava degli Affari dello Stato e del partito Nazionalsocialista. Nel 1942 divenne Maggiore della Waffen SS.
A proposito dell’Eutanasia Hitler stesso ha scritto:
“Si ricordi che la pietà dei saggi è concessa solo alle persone interiormente malate ed in conflitto. Questa pietà conosce una sola azione: lasciar morire i malati”. In una lettera datata primo settembre 1939 Adolf Hitler scrisse: “Al Reichleiter* Bouhler ed al Dr. Med. Brandt viene conferita la responsabilità di estendere la competenza di taluni medici, designati per nome, cosicché ai pazienti che, sulla base del giudizio umano, sono considerati incurabili, possa essere concessa una morte pietosa dopo una diagnosi approfondita”.
*Reichleiter: uno dei 20 gerarchi membri della direzione centrale generale del partito designati personalmente da Hitler.
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