La Pollastrini vede grandi prospettive per i Dico. Come i giapponesi che combattevano ancora dopo il ’45

´ «L’utopia nella nostra storia, noi l’abbiamo sempre affrontata criticamente. Né rifiutata né esaltata», dice Fausto Bertinotti a Liberazione (26 febbraio) .
Poteva un signore con bei completini di velluto, stupende cravatte di lana mettersi a fare lo smorfioso con l’utopia? Naturalmente no. Dunque, niente rifiuti. Per carità. Ma cara utopia, stia al suo posto.
´ «Secondo noi, i cattolici italiani non seguono le indicazioni, i moniti e le fobie del Cardinale Ruini», dice Francesco Merlo sulla Repubblica (1 marzo).
Tutti a fare cippiriMerlo, i cattolici italiani.
´ «Devono essere allora capaci di neutralizzare le ali estreme», dice Rosy Bindi all’Unità rivolta a Fausto Bertinotti e Oliviero Diliberto (27 febbraio).
Ma non le hanno spiegato che le ali estreme sono proprio Bertinotti e Diliberto? Devono autoneutralizzarsi?
´ «Un compromesso storico bonsai», dice Enrico Boselli al Corriere della Sera, riferendosi al partito democratico (26 febbraio).
Una dura critica a un futuro partito bonsai da parte di un nanosocialista.
´ «Adesso la proposta di legge è al vaglio del Parlamento», dice Barbara Pollastrini all’Unità (27 febbraio).
Come quei giapponesi sperduti nell’Oceano che continuavano a combattere anche dopo il ’45, la Pollastrini vede grandi prospettive per la sua legge sui Dico.
´ «Pezzi da novanta come Umberto Veronesi, Guido Rossi, Domenico Siniscalco, Claudia Mori, Celentano, Teocoli», dice Giuseppe Turani su Affari & finanza (26 febbraio).
Ma Guido Rossi canta bene come Adriano Celentano?
´ «Se poi alle sue spalle lavora l’obbedienza a princìpi che qualche autorità, come ad esempio la Chiesa, pone come vincolanti, allora si giunge a quell’autolimitazione delle responsabilità che abbiamo conosciuto in epoca nazista, dove tutti dalle più alte gerarchie ai semplici militari, si sentivano reponsabili solo di fronte ai superiori (“Ho obbedito agli ordini”) e non responsabili di fronte alle conseguenze delle loro azioni», dice Umberto Galimberti sulla Repubblica (26 febbraio).
Insomma un medico cattolico obiettore sull’aborto sarebbe più o meno come una Ss. Chissà se Galimberti ha almeno un po’ schifo di sé quando scrive queste cose?
´ «Si è trattato solo di un pit stop», dice Silvio Sircana alla Repubblica (27 febbraio).
Sircana è un po’ come quello della barzelletta in cui c’è uno che cade dal centesimo piano di un grattacielo e verso il quarantottesimo piano dice: «Finora non è successo niente».
´ «Prodi ha detto di rimanere per cambiare il paese», dice Linda Lanzillotta alla Stampa (27 febbraio).
In realtà sarebbe opportuno cambiare Prodi perché rimanga il Paese.
´ «È meglio il noleggio: un diamante è per sempre, un senatore no», dice Antonio Martino alla Stampa (27 febbraio).
Marco Follini “per sempre”, in effetti, è un incubo.
´ «L’impudenza americana non ha confini», dice Antonio Di Pietro alla Repubblica (1 marzo).
Abbaia, abbaia, l’ex pm ma la democrazia americana è un osso più duro della povera democrazia italiana degli anni Novanta.
´ «Prodi con il suo discorso ha nei fatti rotto il patto con i suoi elettori», dice Aurelio Mancuso al Corriere della Sera (1 marzo).
E non ha rotto solo quello.
´ «In un contesto nel quale gli eterossessuali fuggono dal matrimonio, che gli omossessuali decidano di sposarsi dovrebbe essere un comportamento da incoraggiare», dice Marzio Barbagli al Manifesto (1 marzo).
Sarebbe un po’ come con il caffè: se non puoi più prendere quello normale, punta sull’hag.
´ «Gli ascolti sono stati inferiori alle aspettative ma non esageriamo», dice Fabrizio Del Noce all’Unità (1 marzo).
È un po’ la filosofia di Prodi.
´ «Ma il prezzo della stabilità del governo non può essere l’immobilismo dei sindacati», dice Gianni Rinaldini al Corriere della Sera (27 febbraio).
Piuttosto si continui così con il prezzo della stabilità dei sindacati pagato con l’immobilismo del governo.
´ «Ecco che cosa penso dei Dico in questo nuovo assetto. In realtà, allo stato di fatto nulla è cambiato», dice Vladimir Luxuria a Liberazione .
Forse Vladimir dovrebbe discutere di cambiamenti che conosce meglio.

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