La presunzione rende violenti
Piero Colaprico, Sotto casa l’America sbagliata, La Repubblica, Milano, 19 maggio.
«Dalla tragedia di Dax, il giovane dei centri sociali ammazzato in una rissa con un papà e due figli, alla follia armata di Andrea Calderini, il killer dei passanti e di se stesso, ci si continua a interrogare su che ci stia accadendo. Sappiamo tutto di una guerra lontana, che ci sembra vicina grazie alla Tv, e non ci accorgiamo più della guerra scoppiata sui marciapiedi sotto casa».
Perché, alla fine, non possiamo non dirci machiavellici, Il Foglio, 20 maggio.
«Il secondo Novecento marxista, dopo aver demonizzato ogni tipo di dittatura carismatica, santifica quella del popolo. E arruola Machiavelli. Basta trasformare il Principe nel partito che agisce, con una delega in bianco, per conto del popolo. Per il resto, la lezione rimane la stessa: conquista della macchina dello Stato, in primo luogo della forza, e una cura particolare al consenso che legittima il potere».
Elisa Calessi, Nelle urne volantini Br contro azzurri e Cisl, Libero, 24 maggio.
Due lettere dei Nuclei comunisti rivoluzionari agli operai Cgil – a Mestre e nella provincia di Treviso – perché non firmino l’accordo separato per il contratto dei metalmeccanici. «Con quattro pagine che, nello stile dei “migliori” proclami brigatisti, disegnano un’analisi della situazione politico-economica, individuano i nemici, indicano la via da seguire: la lotta armata».
Pier Francesco Fedrizzi, Minacce a Borsani e al leader di Cl, La Repubblica, 25 maggio.
Commento
Nel nostro Paese c’è una vera e propria guerra fatta di violenza, minacce, disperazione, considerate l’unico modo per affrontare la realtà, in quanto essa non offre mai nulla di buono. In ogni minaccia è compresa sempre una punizione, considerata strumento di diritto da chi si sente onnipotente: io posso annullarti, farti violenza, metterti paura, perché io sono la Legge. Sentirsi non nel giusto, ma “il” giusto, è ciò che rende non sopportabili i prìncipi vecchi e nuovi, le ideologie, come anche noi stessi, quando nel piccolo ci comportiamo così. I farisei con cui ce l’aveva Gesù, non solo si illudevano di conoscere il vero, ma pretendevano di convincerne gli altri; così il fariseismo di oggi. Da esso discende l’autorizzazione a punire – appunto – chi osa porsi contro, perché la mia verità è “la” verità; e io ne sono il garante. Così, la verità diventa solo pseudonimo della propria presunzione; e le minacce gli strumenti per regnare. In questi giorni di paura, di scoramento, di impotenza di fronte alle minacce dall’esterno, come alle violenze che capitano nelle vite private, noi possiamo solo ammettere di non essere padroni di nulla e di avere bisogno di essere messi in salvo. Da Dio, che non è impassibile, come invece gli uomini tante volte.
In breve, dalla stampa – dal 19 al 26 maggio
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