La pubblicità, Planet se la poteva risparmiare
Ancora telefoni, ancora tariffe superscontate. Non se ne può più. Ormai tutti gli spazi in prime time, le pagine dei quotidiani e dei periodici sono in mano ai gestori privati delle telefonia, mobile e fissa. “Gli italiani parlano sempre – mi dice un mio amico inglese direttore di doppiaggio – anche quando scopano”… il pavimento. Ad ogni modo, che parliamo tanto deve essere proprio vero a giudicare dal numero di telefonini venduti, (adesso ce l’hanno anche i bambini) e dalle miriadi di offerte per usarli a qualunque ora del giorno e della notte. L’ultima è quella di Planet, attraverso una multi-soggetto così così: “Non risparmiare sul dentista, risparmia sul telefono” e si vede un uomo al quale mancano due incisivi. Ma non fa ridere. Un altro soggetto:“Non risparmiare sui preservativi, risparmia sul telefono” e si vede una donna incinta e dall’aria triste. E fa piangere. Un annuncio brutto, colpevolizzante, che fa sentire a disagio, questo che ha come visual una maternità indesiderata. Mi sembra che si risparmi già abbastanza sulle nascite, avendo noi italiani il triste primato, oltre che dei telefonini, anche della natalità zero. Mi domando: non si poteva trovare un altro argomento? Ce ne sono una infinità, forse anche più provocatori se l’intenzione era quella, come credo, di dare uno scossone, di generare attenzione nel consumatore. Sommerso sempre più da messaggi qualitativamente discutibili. Ai quali si aggiungiungono decisamente questi della Planet che, speriamo, voglia puntare davvero al risparmio: di pubblicità di questo tipo.
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