La pulizia etnica in Sudan
Il Sudan è teatro di una guerra non dichiarata che dura da decenni e somma oltre due milioni di morti. Le fazioni che si fronteggiano sono molte, ma è soprattutto il nord arabo musulmano che aggredisce il sud nero, cristiano e animista. Il governo di Khartoum effettua il bombardamento sistematico di centri civili compresi ospedali, scuole, chiese, e recentemente perfino un aereo della Croce Rossa. In Sudan vige lo schiavismo, che il governo preferisce chiamare “lavoro coatto”. Nella zona dei giacimenti petroliferi si è dato vita a una forma di pulizia etnica, effettuata con deportazioni, omicidi e torture, comprese la violenza carnale e il rapimento. Per questi motivi, al Sudan fu negato un seggio temporaneo al Consiglio di Sicurezza appena l’ottobre scorso.Ci sono diverse associazioni in occidente che liberano gli schiavi, riscattandoli al costo di $50 a testa, ma l’Unicef si oppone all’acquisto di esseri umani a qualunque titolo. Dopo una risoluzione in cui il Sudan si impegnava ad assicurare i diritti umani, i paesi dell’Ue sono corsi a farvi affari, particolarmente nel settore del petrolio, nonostante i timori che lo sviluppo dell’industria petrolifera possa finanziare l’acquisto di armi.
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