La rivoluzione democratica degli ‘io’
Tutti ci vogliono consigliare, tutti ci vogliono spingere verso la scelta più moderna e democratica. è questo, in sintesi, il leit motiv che in questi giorni sta riempiendo le prime pagine dei quotidiani. Osservando le reazioni, notiamo però con stupore come gli imprenditori più democratici e i sindacati democratici sembrano tutti concordi.
Gli economisti più liberisti e democratici lo ripetono da tempo. Gli attori e i cantanti più noti si indignano se viene espressa la più piccola perplessità. Gli intellettuali più in vista e più democratici lo dimostrano scientificamente. Anche alcuni esperti internazionali lo ripetono in tutte le lingue ufficiali. I consulenti finanziari internazionali lo evidenziano nelle loro analisi congiunturali, strutturali, revisionali più democratiche. I no global più democratici, gli amanti della vita, i disobbedienti più democratici, tutti insieme, lo ripetono in girotondi democratici. E che dire, poi, dei talk show più democratici? Ma non è questa l”unità nazionale’ continuamente invocata da più parti, come base di una vera e reale democrazia. Non può essere l’accordo tra pochi l’interesse generale di tutto il Paese, soprattutto quando non tiene conto dei pareri discordanti.
Chi ha cercato finora di conciliare l’inconciliabile, di tener conto di tutti i fattori, cercando il bene comune, rimane attonito di fronte a questo coro democratico unanime, omologato e unitario.
A questo punto la domanda che nasce spontanea è se ci sia in questo paese la possibilità concreta di una idea differente, da poter esprimere liberamente. Senza voler entrare per forza nel teatrino della contrapposizione di schieramento meramente ideologica o di interesse, ma per il semplice amore per la verità. Occorre ricordare che il declino italiano, prima ancora che economico, politico e sociale, è innanzitutto umano. L’unica ripresa possibile nasce dalla mossa di io che continuano a desiderare di confrontarsi con tutti e di scegliere liberamente, secondo il proprio cuore.
* Presidente Fondazione per la Sussidiarietà
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