La rosa dei Tempi
Lapo e gli occhiali del figliol prodigo
«Boccolo nobile, braga moscia, cinta-bandana, sneakers senza calza, maglia e giacchetta slavate, stile inconfondibile che è già un modello. Si aggirano parecchi cloni attorno. Come lui però, nessuno. “Sei geniale”, urlano. E poi baci, abbracci e ressa. (.) Tutti curiosi quando quella forza della natura s’aggira. (.) Alle due del pomeriggio il ragazzo se ne va e, beh sì, lascia un vuoto d’allegria». Tutto questo e molto altro scriveva l’11 gennaio il Corriere della Sera per celebrare Lapo Elkann e la sua nuova linea di occhiali da sole.
osannato La settimana scorsa il Tg1, adesso il Corriere. A un certo punto sembra che qui non abbiamo niente di meglio da fare che prendercela con Lapo. Ma figurarsi se ci mettiamo pure noi. Con tutto quel che gli è toccato, poveretto. Che poi neanche ci sta antipatico. Anzi, ci riempie il cuore la sua storia. Cosa credete? Che non abbiamo notato la «fibra sofisticatissima» dei suoi occhiali, cosa meritoriamente sottolineata dal Corriere? No, noi amiamo Lapo e il suo stile. È solo che con tutti questi zerbini in giro quasi quasi lo preferivamo in stile Patrizia.
La strada di Rocco Auciello
La poesia sarà nelle strade. Perché nelle strade? Perché è un cielo aperto, appartiene a tutti. Perché è umile e orgoglioso pellegrinaggio, lavoro e vagabondaggio. In questo pianeta grande ma limitato, il cammino della poesia è sguardo sempre nuovo e fresco, incanto e pena, solidale con la realtà. Strade, ritratti, memorie: tutto nel presente, nell’istante acuto e aperto. E di fronte alla strada si è un po’ soli, monaci di fronte al mistero che fa tutte le cose, con il conforto della Grazia.
semplice Così Rocco Auciello, insegnante e poeta, restituisce al quotidiano, all’ordinario, la bellezza di un evento unico, irripetibile. Da custodire come dono prezioso nel cuore della memoria. Da affidare, con gesto di fanciullo, al cuore di un Altro. Che anche per uno sguardo semplice e una parola vera fa accadere e riaccadere il miracolo dell’uomo e della vita. Allora scrivere è un volo. È tracciare, senza pretesa e preoccupazione, come una scia di cometa che scrive sulla lavagna di corpi ed anime. La poesia sarà nelle strade si può acquistare solo su internet, all’indirizzo www.internetbookshop.it.
La censura a violenza alternata
All’anteprima per la stampa, la critica cinematografara ha accolto Apocalypto con sghignazzi e applausi sarcastici. Poi, quando ne ha scritto, ha lasciato intendere che ha fatto bene il Tar a censurarlo ai minori di anni 14. Il Foglio lo aveva profetizzato: vedrete che si scandalizzeranno per la pellicola edificante di Mel, mentre porno e splatter continueranno ad essere considerati istruttivi anche per i più piccini. Intanto escono nel week-end Una scomoda verità e Manuale d’amore 2.
a senso unico Una scomoda verità è uno dei tanti pamphlet ideologici tipo Farhenheit 9/11: il pianeta sta morendo e il protagonista (il trombato democratico Al Gore) vuole salvarlo dal mostro Bush. Manuale d’amore 2 è un panettone di affetti: tra una matura e un giovanotto; tra uno sposato e una ragazzina; tra una coppia a fecondazione assistita; tra due gay che per sposarsi vanno in Spagna. Ma, insomma, questa non è “viuleeeenza”. È solo Cinema Unione. Che se non ti dà la forza del barbaro, almeno ti fa un paio di pacs così.
L’albero del programma
Per il bene dell’Italia è il programma di 181 pagine che Romano Prodi ha presentato in campagna elettorale per rimediare agli sfaceli berlusconiani. A Caserta il ministro per l’attuazione del programma, Giulio Santagata, ha presentato l’Albero del programma, modellino che sintetizza le intenzioni del governo. Composto da 1.464 quadratini di varia foggia e colore, l’Albero è un grafico di 5 metri e 46 centimetri in formato originale. Se si stampa su fogli A4 risulta di 56 pagine che, stese, risultano lunghe 10 metri e 92 centimetri.
giocherellone Ricordate Twister? L’Albero del programma è un twister-puzzle politico. Stendete i fogli per terra. Combinateli in modo da formare l’albero. Girate a turno la ruota dei colori, poggiando mani e piedi sui quadratini, stando bene attenti a non perdere l’equilibrio. Ogni volta che appoggiate un arto dovete declamare quanto scritto sulla casellina. Questo vi permetterà di sommare, all’inevitabile divertimento dello struscio con una Bindi qualsiasi, la gradevole sensazione di aver ricevuto un cazzotto mozzafiato nelle palle.
Il Riformista sull’Eta è un po’ Zapatero
La manifestazione convocata dal governatore dei Paesi Baschi Juan José Ibarretxe sabato scorso contro l’attentato del 30 dicembre a Madrid ha rischiato di naufragare a causa di un titolo tanto ambiguo da attirare da una parte l’adesione di Batasuna (l’ala politica dell’Eta) e dall’altra la minaccia di boicottaggio di socialisti e popolari: “Per la pace e il dialogo”. All’ultimo momento il titolo è stato modificato in “Pretendiamo dall’Eta la fine della violenza. Per la pace e il dialogo”. Batasuna ha ritirato la sua adesione, il Partito Popolare ha mantenuto il suo boicottaggio.
rarità Unica testata dell’emisfero occidentale, il quotidiano Il Riformista ha intitolato la notizia dell’iniziale adesione dei fiancheggiatori del terrorismo basco alla manifestazione: “Batasuna in marcia a Bilbao per la pace. Si sfilaccia il fronte duro della Eta?”. L’astuta mossa di Batasuna che sfruttava la demenziale iniziativa del nazionalista moderato Ibarretxe per seminare la divisione nel campo avverso è stata letta dagli esperti analisti agli ordini di Paolo Franchi come un segnale di divisione all’interno dell’Eta. Geniali.
Le “Provocazioni” di Wild e Dávila
«Dobbiamo essere una spina nel fianco». Perché «oggi il vero nemico si chiama indifferenza» che «paralizza, rende inerti, abulici, ci fa inghiottire nella massa». Leonardo Sapienza, addetto al Protocollo della Prefettura della Casa pontificia, offre al lettore il meglio di due storiche firme anticonformiste: l’inglese Oscar Wilde e il colombiano Nicolás Gómez Dávila. I cui motti taglienti sono tutti da snidare in Provocazioni. Aforismi per un cristianesimo anticonformista (ed. Rogate).
anticonformiste Dalla A di “abitudine” («L’insuccesso sta nell’acquisire abitudini») alla V di “volgarità” («La volgarità consiste nel pretendere di essere ciò che non siamo») Oscar Wilde e Nicolás Gómez Dávila confermano con le loro intuizioni che il modo migliore oggi per essere anticonformisti è essere laici («Gli ideali sono cose pericolose. La realtà è meglio. Ferisce, ma è meglio»), cioè cristiani (anche perché «il cattolicesimo non risolve tutti i problemi ma è l’unica dottrina che li pone tutti»).
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