La rosa dei Tempi

Di Tempi
08 Marzo 2007

Pippo Baudo caudillo improvvisato
Forse inebriato da uno degli share medi più alti degli ultimi anni (54,27 per cento), all’indomani della 57ma edizione del Festival di Sanremo Pippo Baudo ha deciso di rifilare una serie di staffilate al mondo politico: «Prodi ha un’idea sbagliata sulla Rai: non è giusto privatizzarla, l’azienda non va uccisa. E il ddl Gentiloni mette fuori mercato la tv pubblica». E a proposito delle critiche al suo compenso: «Non capisco i politici che si interessano tanto a Sanremo: vi prego, siate seri, occupatevi dei problemi del paese».
bocciato Fortissimo sui temi interni, sulla politica estera Baudo si è mostrato meno ferrato. Interpellato se avrebbe ammesso al Festival la canzone israeliana anti-Ahmadinejad che rischia di essere esclusa dall’Eurofestival di Helsinki, il grande catanese, evidentemente poco informato sulla questione (vedi qui a pag. 40) ha dichiarato risolutamente che a Sanremo non c’è posto per brani che invitano alla violenza. Prima di sentenziare anche i caudillos, a volte, dovrebbero informarsi.

Il motodigiuno quaresimale di Trento
«Constatiamo che l’automobile è diventata un mezzo che ci dà molte possibilità, ma che è anche fonte di inquinamento, di stress e, ciò che è peggio, strumento per sentirci persone importanti, che sanno affrontare la vita, che riescono ad essere davanti agli altri». Questa è la motivazione con cui la commissione Giustizia e pace dell’arcidiocesi di Trento ha proposto ai fedeli un digiuno quaresimale molto particolare, che consiste nel lasciare a casa la macchina tutti i mercoledì.
cattosostenibile Questa iniziativa ci conferma alla grande sulla strada che stavamo imboccando. Anche noi infatti cominciavamo a sentirci un po’ troppo, come dire?, «persone che sanno affrontare la vita». Cioè, era un periodo che riuscivamo talmente «ad essere davanti agli altri» che quasi quasi la rottamavamo, questa scoreggiona di un’automobile. Poi per fortuna è arrivata l’iniziativa tridentina. Capita proprio a fagiuolo. Pensate che noi, presi dalla foga della rinunzia, dopo la carne il venerdì e l’auto il mercoledì, ci siamo abrogati pure la camporella domenicale.

Baricco in formato dvd
È cominciato un nuovo progetto a uscite settimanali della DeAgostini. Si tratta di “Scrivere”, una serie di fascicoli didattici editi in collaborazione con la scuola di Scrittura Holden di Torino, diretta da Alessandro Baricco. Scopo dell’iniziativa: insegnare come si scrive un testo, sia esso destinato a un giornale, a un sito internet o semplicemente narrativo, tramite inserti esplicativi e dvd. Sarà lo stesso Baricco a fornire consigli a chi si vuole cimentare con la scrittura, e di volta in volta i lettori potranno inviare testi ed elaborati.
misterbrico Dopo essersi dimenticato degli dei nella sua personale rilettura dell’Odissea, dopo aver preso i fischi per il riadattamento del Flauto Magico di Mozart, in attesa di vedere il film tratto dal suo romanzo Seta, lo scrittore in cachemire torna a stupirci. Il bell’Alessandro si fa in quattro per spiegarci i segreti della scrittura e mette la sua arte al servizio di noi mortali che ancora crediamo nell’ispirazione. Altro che Flannery O’Connor. Scrittura come arte del decoupage.

L’oppio che metteremo nei nostri cannoni
«Trasformare l’oppio afghano in morfina, codeina e metadone per soddisfare la domanda a livello mondiale, in gran parte inevasa, di farmaci per la terapia del dolore». In poche parole, acquistare oppio per venderlo alle industrie farmaceutiche per produrre antidolorifici. Potrebbe passare da questa proposta dei Verdi il compromesso politico che mette d’accordo tutta la maggioranza, dalla sinistra radicale a quella moderata, sulla missione in Afghanistan di cui si discute il rifinanziamento. Un voto a forte rischio.
strategico Che fossero coesi lo sapevamo, ma che fossero anche dei veri e propri geni della diplomazia non lo sospettavamo. Le cose in Afghanistan non vanno? I talebani tornano all’attacco? E noi compriamo l’oppio da Karzai. Chissà come mai a Bush non è venuta la stessa idea, retrogrado che non è altro. Spera di stroncare il terrorismo con i soldati invece di fare un bello stanziamento per comprare quintali di oppio a uso sanitario. E meno male che il conflitto è in Afghanistan: stessimo combattendo in Kazakistan cosa compreremmo, le prostitute di Borat?

Sgarbi e Cecchi Paone, è di nuovo feeling
A Markette l’uno aveva rovesciato sulla Chiesa le solite accuse qualunquiste tipo il-Vaticano-era-alleato-di-Mussolini, l’altro ha reagito ricoprendo l’uno di insulti tipo rispetta-i-preti-tu-che non-hai-mai-fatto-niente-di-buono-nella-vita. Ebbene, l’uno, Alessandro Cecchi Paone, e l’altro, Vittorio Sgarbi, che insieme erano diventati la coppia più bella e litigarella di YouTube, venerdì 2 marzo hanno fatto la pace. A Confronti (RaiDue) Sgarbi, che rischia la querela, ha dato ragione a Cecchi su tutto.
fetish Certo che è difficile non dar ragione a uno che ti pianta addosso due occhioni da scoiattolo bastonato mentre sotto il tavolo ti stringe forte forte le ghiande (metaforicamente, si intende) e continua a ripetere «non so ancora se querelarti o no». Noi, al posto di Vittorio, forse a Cecchi Paone avremmo pure detto che è un bell’uomo (senza offesa). Sarà per questo che Sgarbi è sembrato quasi cercarsela quando sui Dico ha zittito il sessualmente discriminato Paone con quel: «Ma se io decido che la mia natura è l’infedeltà, perché non dovrei pretendere di poter fare un Dico a sei?».

Patrick e Susan, è amore, ma (non) fraterno
Patrick e Susan Stübing sono fratelli, ma lui ha vissuto lontano, in affido, nella Germania dell’Est. Si sono conosciuti nel 2000. Si sono innamorati. Oggi hanno cinque figli, tre dei quali sono in affidamento e uno avuto da Susan a seguito di una relazione extraconiugale. Hanno chiesto alla Corte costituzionale tedesca di abolire la legge che vieta l’incesto perché «è vecchia di cent’anni». Due dei loro figli sono disabili, ma Patrick e Susan non demordono: «È una questione che interessa sia i diritti della famiglia sia la libertà sessuale».
sacrosanto Fanno bene i fratelli a metterla sul piano dei diritti e della libertà sessuale. È il miglior modo per ottenere non solo l’improbabile, ma anche l’impossibile. Di questo passo arriverà dunque il giorno in cui un nipote chiederà che gli siano riconosciuti i figli che ha avuto dalla relazione con sua nonna, che gli sia riversata la pensione del suo Dico col nonno, e che suo padre e sua madre non lo chiamino più “figliolo”, ma “papà” e “mamma” in attesa di chiarire se magari non è addirittura loro cugino di secondo grado.

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