La rosa dei Tempi

Di Tempi
12 Aprile 2007

L’unica guerra che si fa disarmati
Per capire cosa ci stanno a fare i soldati italiani in Afghanistan bisognava leggere Repubblica in questi giorni. Il 1° aprile, per esempio, al ministro della Difesa Arturo Parisi quasi non bastava un’intervista di una pagina intera per dimostrare che quella non è una guerra ma una situazione a rischio. Poi, il giorno dopo, seguiva la minaccia del capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena: va bene tutto, ma «no alle richieste di inviare in Afghanistan elicotteri Mangusta, che sono senza dubbio armi offensive e non di difesa».
tapùm Tutto chiaro: certe armi sono «senza dubbio offensive», altre invece sono di difesa. Il Mangusta? Offensivo. Il bazooka? Pure. Il fucile? Ma va. La pistola? Non scherziamo. La fionda? Non è il caso. I ceffoni? Non facciamo i bulli. Ma insomma, come ce li abbiamo mandati i nostri soldati in Afghanistan? Sono in guerra o no? Parisi a Repubblica dice: «Non chiamiamola guerra, perché rischia di diventare tale». Ecco se avete dubbi, adesso lo sapete: i nostri soldati, in Afghanistan, ce li abbiamo mandati carichi di cazzate. Anche quelle si sparano.

Il meglio del Meeting 2006
È uscito nelle librerie delle più importanti città italiane il volume dell’edizione Meeting di Rimini 2006, La ragione esigenza di infinito a cura di Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà (ed. Mondadori Università). È il tentativo di una sintesi di tutto quello che il Meeting produce in una settimana. Selezionando gli incontri, chiedendo ad alcuni autori di riscrivere i loro interventi, si è cercato di evidenziare il fil rouge che ha caratterizzato l’edizione dello scorso anno.
tutto da leggere Nel libro si potranno leggere gli interventi di Magdi Allam, Giulio Andreotti, George Atkinson, Franco Bassani, Giovanni Bazoli, Piero Benvenuti, Pier Luigi Bersani, Aldo Bonomi, Francesco Botturi, Giancarlo Cesana, Valentina Colombo, Pier Francesco Guarguaglini, Giorgio Israel, Franco Marini, Edmund Pellegrino, Javier Prades, Eugenia Roccella, Christoph Schönborn, Said Shoaib, Wael Farouq, Joseph H. H. Weiler e altri. Il volume può essere acquistato su itacalibri.it, bol.it, ibs.it o telefonando allo 0541.783100.

I volontari del sesso a pagamento
L’associazione olandese per le relazioni alternative Sar aiuta le persone handicappate ad avere rapporti sessuali. Ideata da un malato, René Vercoutre, Sar organizza incontri della durata di un’ora e mezzo al costo di 85 euro. All’associazione lavorano 12 volontarie e 5 volontari che dichiarano di «consentire circa 2.500 contatti sessuali all’anno, richiesti al 95 per cento da uomini e per il resto da donne». Tika, una delle “infermiere”, dichiara: «Loro si sentono bene e io provo belle sensazioni nell’offrire aiuto a chi ne ha bisogno».
farlocchi Poiché le prostitute ci precederanno nel Regno dei cieli, noi non scriveremo una parola contro di loro. Poiché anche noi siamo peccatori della peggior specie, non ce la prenderemo con i desideri lussuriosi degli handicappati. Però le prediche no, per favore. “Offrire aiuto a chi ne ha bisogno”? Ammantare di significati solidaristici quel che è, evidentemente, diciamo mercimonio sessuale per non dire prostituzione, ci sembra una pippa mentale. Anche perché, se è tutto organizzato a fin di bene, perché si fanno pagare? Per chiacchierare?

Sircana, il bello di fare il portavoce unico
La notizia della trattativa per l’acquisto di Telecom da parte del colosso Usa AT&T fa insorgere l’Unione che, titola Il Foglio, “Mai è stata compatta come ora nel dire: mai agli americani”. «Non può passare in mani straniere» dicono Pino Sgobio e Manuela Palermi (Pdci). «Il governo italiano deve essere pronto a contrastare questo tipo di manovre», sbotta il ministro Antonio Di Pietro. «Si convochi il governo per intervenire», supplica il ministro Ferrero. «Preoccupazione» esprime il ministro Nicolais, «grandissima preoccupazione», invece, il ministro Gentiloni.
bravo La lista è ancora lunga. Il segretario dei Ds Piero Fassino, in compagnia del dalemiano Latorre, si unisce al coro dei preoccupati. Ma fa di più, Fassino. Addirittura confessa di non aver mai trovato «così scandaloso» il “piano Rovati” di ristatalizzazione dei telefoni. Ne volete ancora? C’è Bertinotti che parla di «lesa sovranità nazionale». E ci fermiano qui, ma solo per considerare la ferma presa di posizione di Silvio Sircana. «Le decisioni dei Cda sono sacre e si rispettano», dice il portavoce unico del governo. Che – ora è ufficiale – è l’unico che dice il contrario del governo.

Sartori contro tutti i monoteismi
Il Corriere della Sera ha anticipato un brano dell’ultimo saggio del politologo Giovanni Sartori, Democrazia. Cosa è. L’articolo è titolato “Esportare la democrazia è possibile, ma l’ostacolo è il monoteismo”. Per avvalorare la sua tesi, Sartori cita vari esempi storici, tra i quali l’India. Qui, nota lo studioso, induismo e buddismo non hanno posto ostacoli all’introduzione della democrazia. Solo l’islam li ha posti, tanto che si è dovuto «creare un territorio islamico che poi si è a sua volta suddiviso in due Stati: Pakistan e Bangladesh».
bella forza Non era più facile titolare: “Esportare la democrazia è possibile, ma l’ostacolo è l’islam”? Perlomeno sarebbe stato più consono con il resto del ragionamento. Perché parlare di monoteismo quando poi, stringi stringi, l’unico monoteismo che rifiuta la democrazia è l’islam? Perché nascondersi dietro le parole? Forse perché anche i cristiani e gli ebrei sono monoteisti? Anche loro non accettano la democrazia? Era questo il giochetto? Se lo era, si cambi almeno il titolo del volume: Democrazia. Cosa non si può dire.

I sospiri e i gorgoglii di Lina Sotis
Il Corriere della Sera ha dato notizia di un sondaggio secondo cui il 43 per cento delle donne italiane simulerebbe l’orgasmo per compiacere il partner. Nel suo commento, Lina Sotis, scrive: «Diciamocela tutta. Giù la maschera. È l’ora della verità». Invita le donne a essere sincere e per essere più convincente simula un orgasmo cartaceo: «Ahhhhhhhh. Ohhhhhhhh. Sììììììì». Temendo di essere fraintesa riscrive: «Ahhhhhhhh. Ohhhhhhhh. Sììììììì». E ancora: «Ahhhhhhhh. Ohhhhhhhh. Sììììììì».
mamma mia Ahhhhhhh Linaaaaaaa che prrrrrrrosaaaaaa! Che acumeeeeeee! Ahhhhhhh comeeeeeeee ohhhhhhhhhhhh seiiiiiiiiii (sììììììììììììììì) interessanteeeeeeee! Ahhhhhhhhhh. Ohhhhhhhhhh. Ummmmmmm. Maaaaaaaaaa cheeeeeeeeee preziosiiiiiiiiii sonooooooo i tuoiiiiiii consigliiiiiiiiii. Sììììììììììììììì. Ahhhhhhhhhh. Ohhhhhhhh. Maaaaaaa tiiiiiiiiiii paganoooooooo perrrrrrr questeeeeeeeeee prestazioniiiiiiiii oooooo sonoooooooo marchetteeeeeeeeee gratuiteeeeeeeeee? Ahhhhhhhh. Ohhhhhhhh. Sììììììì.

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