La rosa dei Tempi

Di Tempi
19 Aprile 2007

Beppe Fioroni il signore delle tessere
Il “signore delle tessere” è ritratto in quattro foto tessera: dietro Franco Marini, davanti a Enrico Letta, a fianco di due ragazzi mentre presenta la sua tshirt “smonta il bullo”, da solo in completo bleu e cravatta a pois che sembra Farina due etti fa. Lo intervista sul Corriere della Sera Monica Guerzoni e l’attacco è una folgorante citazione di D’Alema: «Ehi, Fioroni, io e te assieme quanto abbiamo nel Partito Democratico, il 70 o il 75 per cento?». E Beppe «fu così lusingato, che ancora la racconta».
megalomane Va bene che «consuma tre batterie di cellulare al giorno». Va bene che «essere andreottiano è una categoria dello spirito. Non si declina con il tempo, ma con l’eternità». Va bene che aver sposato la professoressa Rosetta è «la prova che sono il ministro giusto al posto giusto». Va bene che «io sono prima di tutto uno scout, lo scout sta sulla strada». Va bene tutto, però quel titolo del Corriere: “Fioroni lancia la sfida: sarò io alla testa dei cattolici”. Sì, e perché non alla testa della Cei e del Papa?

Natalia Aspesi sociologa del labbro siliconato
Natalia Aspesi ha scritto su Repubblica un articolo che – a parte certi giudizi che la portano a prendersela sempre e comunque con le labbra gommose delle vallette – è una riflessione leggera sulla caducità e la corruzione di questo nostro povero corpo. Cenere sei e cenere ritornerai, in tempi di bisturi e Nip/Tuck. Peccato che la giornalista la butti troppo sul sociologico, come quando osserva che «se un uomo è vecchio sui 70 anni, una donna è “matura” intorno ai 40».
famelica Fatta la tara a certe sue tare tipiche di una signora da salotto, a noi il pezzo della Aspesi è piaciuto. Ci è parso che ci fosse dentro una profonda malinconia, una tristezza poetica e quasi biblica. Una riflessione sul corpo, su questa vita che esplode nella giovinezza e poi s’appassisce. Una lacrima salata ci ha solcato le rughe. Poi abbiamo letto che la Aspesi è nata il 24 giugno 1929. Allora abbiamo capito. La prossima volta faccia pure un annuncio così: «Giovane 78enne cerca pari età per batter chiodo».

L’Ordine censura le crociate (ma solo quelle di Renato Farina)
La scorsa settimana Renato Farina, radiato dall’Ordine dei giornalisti dopo che si era dimesso, era alla trasmissione Confronti su Rai Due. A fronteggiarlo c’era Vittorio Roidi, segretario dell’Ordine, fra i suoi più accaniti avversari. A un certo punto, per giustificare il provvedimento della corporazione, Roidi ha letto un articolo in cui Farina esponeva i motivi del suo impegno, scrivendo che si sentiva mosso da sentimenti di difesa della nostra civiltà. Secondo Roidi questo non si può fare. È comportarsi «da crociato».
si salvi chi può Poiché sulle prove a carico di Farina Roidi è stato eloquentemente taciturno, occorre intendersi sui motivi per cui l’ex vicedirettore di Libero è stato radiato. Dunque: se uno scrive che vuole difendere l’Occidente non è un giornalista. Ma se uno scrive che l’Occidente fa schifo invece lo è? Se la regola è che per essere giornalisti non bisogna esprimere le proprie opinioni, chi lo è oggi? Come lo spiega Roidi che sui quotidiani c’è uno spazio apposito in cui si dice la propria? È in prima pagina, di solito a sinistra. Si chiama editoriale.

Anche la scimmia ha i suoi diritti umani
Il Parlamento delle isole Baleari ha riconosciuto i “diritti umani” delle grandi scimmie antropomorfe. La regione spagnola sarà il primo santuario mondiale per scimpanzè, bonobo, gorilla e orangutan. Pedro Pozas, segretario del “Progetto grande scimmia”, ha spiegato l’iniziativa con parole che saranno consegnate ai posteri per comprendere che razza di civiltà siamo: «Il santuario è solo simbolico perché nelle Baleari non ci sono scimmie antropoidi». I promotori si augurano che l’iniziativa sia presentata al Parlamento europeo.
stratutelata La notizia fa il paio con un’altra uscita in queste settimane: «Il genoma del macaco è al 97,5 per cento uguale a quello dell’uomo». Insomma, le scimmie sono uomini con il didietro appena appena più villoso. Non si comprende però perché, a queste punto, non si estendano a loro anche altri diritti quali la pensione, i Pacs, l’eutanasia, il divorzio, l’aborto, il salario minimo. Conviene fare in fretta. Vedi mai che i bonobo e gli orangutan si mettano in testa di chiedere il diritto di voto alle amministrative.

I preti democratici si buttano nella mischia
Il 12 aprile il creato si è fermato a considerare due fatti. Il primo è che a Gorizia don Andrea Bellavite ha deciso di candidarsi a sindaco per Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani e Italia dei valori, andando incontro anche alla sospensione a divinis pur di portare avanti la causa. Il secondo fatto è che l’Unità ha pubblicato un articolo in cui don Enzo Mazzi, fondatore della comunità base dell’Isolotto, sosteneva che anche la Sacra famiglia fosse in realtà una famiglia di fatto.
scatenati Per dare un giudizio equilibrato potremmo prenderla larga. Per esempio potremmo dire che, seppure è dura crederlo, è bello immaginare Giuseppe e Maria in piazza a Betlemme a chiedere i Dico con in mano il bandierone “vatican taliban”. E poi però, pensando alla piazza, potremmo constatare che allora non faceva mica caldo come al giorno d’oggi. Insomma, per dirla con don Mazzi, davvero si stava meglio ai tempi di Gesù, quando c’erano ancora le mezze stagioni, il bue e l’asinello potevano fare i Pacs, e mica bastavano due giorni di sole per rincoglionire un prete.

Il Cmc espone gli artisti a Milano
Accanto al suo programma di incontri musicali, il Centro culturale di Milano propone alla primavera della città lombarda una serie di eventi dedicati all’arte. “Quadri per un’esposizione” si intitola la serie, in scena dal 24 aprile al 19 giugno (orario dal lunedì al venerdì 10-13/15-19, sabato e domenica 12-19) nella sala del Centro in via Zebedia, 2. Cinque giovani artisti, cinque mostre personali per una formula originale: per un paio di settimane lo studio dell’artista si trasferisce nella sede del Cmc.
originale Non solo esposizione, dunque, ma la possibilità di incontrare gli artisti, vederli all’opera, parlare insieme del loro lavoro. Ogni personale sarà inaugurata da un momento di presentazione dell’artista da parte di un importante critico, a seguire dibattito e cocktail per tutti i presenti. Si comincia il 24 aprile alle 18,15 con Luca Gastaldo, giovanissimo (è nato nel 1983) vincitore del Premio Ghiggini Arte giovani 2006, presentato da Tiziana Cordani. Il resto del programma sul sito www.cmc.milano.it.

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