La rosa dei Tempi
Sarkozy fischiato a Cannes
“Sarkozy fischiato a Cannes”. Il giorno dopo la conclusione della rassegna cinematografica, Repubblica strillava così forte la notizia in prima pagina che abbiamo persino rimandato lo svacco quotidiano sull’Amaca di Michele Serra. A leggere le prime tre righe del pezzo dalla croisette si scopriva poi che fischi si sono levati «dall’elegante platea all’indirizzo di Sarkozy non appena l’attore Jamel Debbouze, notoriamente schierato con Ségolène Royal, lo ha nominato facendogli i suoi (ironici) rallegramenti».
altezzosi Uno vince con una valanga di voti, battendo una signora in tailleur, la candidata che piaceva a tutti. Uno vince e vuol dire che la maggioranza dei francesi credeva nella sua rupture. La maggioranza, sì, ma non la maggioranza che conta: alla «platea elegante», ai pancini delicati venuti su a pane e settima arte la rupture di quel nanerottolo reazionario risulta proprio indigesta. Poi uno si lamenta che la gente non va più al cinema. Ma il popolo si sa, al cinema sgranocchia rumorosamente i pop corn.
Viva l’ambiente di Viva
L’associazione ambientale Viva, di cui è presidente il Paolo Togni, ex direttore generale del ministero dell’Ambiente e rubrichista di questo settimanale, dal primo giugno lancerà su internet il sito www.vivaaa.org. L’associazione metterà a disposizione dei naviganti documenti e materiale proveniente da convegni inerenti il tema verde. Per saperne di più, per chiarirsi le idee su tutto ciò che riguarda un mondo di cui spesso si fa un gran parlare con poca cognizione di causa.
scientifico Vanno banditi i luoghi comuni, il catastrofismo di moda e le informazioni sensazionalistiche su cui spesso i giornali ci ricamano con titoli falsi, ma ad effetto. Viva cerca invece di fornire agli internauti uno strumento per fare chiarezza, basandosi su dati scientifici e non su paure immotivate. Basta, insomma, con la lagna dell’uomo “cancro del pianeta” e con i periodici allarmi sullo scioglimento dei ghiacci o sul surriscaldamento della Terra. L’ambientalismo è stato rovinato dagli ambientalisti. Non tutti, solo quelli di sinistra. E Togni non è di sinistra.
Le uova russe a Luxuria
È andata male a Marco Cappato (Rosa nel pugno) e Vladimir Luxuria (Rifondazione comunista), i due deputati italiani che il 27 maggio scorso insieme a un gruppo di attivisti gay di vari paesi volevano consegnare al sindaco di Mosca una petizione contro la proibizione di svolgere il Gay Pride nella capitale russa. Il primo è stato fermato dalla polizia e trattenuto in commissariato per alcune ore, il secondo è stato fatto oggetto di lanci di uova e sassi da parte di contromanifestanti russi.
campanilista Piena solidarietà coi maltrattati, però Luxuria deve spiegare perché ha deciso di protestare contro le autorità russe per un Gay Pride vietato, ma non si è mobilitato per i crimini di guerra in Cecenia o l’omicidio Litvinenko. Anzi, ha fatto una conferenza stampa con Alexei Mitrofanov del partito di Zirinovsky che, a proposito di Litvinenko, ha detto «i traditori devono essere eliminati in qualunque modo». L’unica cosa che conta è la parrocchietta transgender?
Perillo e la fede dei più piccoli
Nello scaffale della Piemme, nella collana dedicata alla religione, è uscito La fede spiegata a mio figlio, di Davide Perillo, uno che nella vita non fa il sacerdote, ma il giornalista a Magazine, il patinato settimanale del Corriere della Sera, già autore di una raccolta di lettere al fondatore di Comunione e Liberazione, don Luigi Giussani. Cinquanta piccoli saggi che non vogliono porsi come un catechismo alternativo, ma solo come una guida che aiuti i genitori a spiegare chi è Dio ai propri figli.
semplice Sappiamo che i bambini non ci risparmiano se si tratta di fare domande. Più sono difficili più ci prendono gusto. Perché il cielo è blu, perché le foglie sono verdi, perché si muore, come nascono i bambini? Con la stessa curiosa insistenza, sanno anche chiederci chi è il Padreterno o perché bisogna pregare. Domande che sanno davvero mettere in crisi gli adulti, ma che, allo stesso tempo, possono essere l’occasione utile per riflettere. Con questo spirito un papà di tre figli ha voluto scrivere un libro. Perché, «se non ritornerete come bambini…».
L’Onu sceglie Mugabe per lo sviluppo sostenibile
Con 26 voti a favore, 21 contrari e 3 astensioni è stata assegnata allo Zimbabwe la presidenza della Commissione per lo sviluppo sostenibile dell’Onu. La Commissione, che dipende dal Consiglio economico e sociale, è stata creata nel 1992 dopo il Summit di Rio de Janeiro sull’ambiente per vigilare sull’attuazione degli accordi internazionali in materia di sviluppo eco-compatibile, e in questa veste si interessa di progetti industriali e agrozootecnici, oltre che di cambiamenti climatici.
INCORREGGIBILE L’Onu ne ha combinata un’altra delle sue. Nell’ultimo decennio le politiche di sviluppo di Robert Mugabe hanno causato un tasso di disoccupazione dell’80 per cento, un tasso di inflazione annuo fra il 2 mila e il 3 mila per cento, una diminuzione della speranza di vita da 49 a 36 anni, una malnutrizione che colpisce il 45 per cento della popolazione, un tasso di povertà assoluta che colpisce l’80 per cento della popolazione. Nel 2003 l’Onu aveva eletto la Libia a presiedere la Commissione per i diritti umani.
I diritti dei bambini secondo il dinamico Penati
In molte scuole milanesi è giunta gratuitamente nei mesi scorsi la rivista Focus Junior al cui interno si trova il poster “Okkio ai miei diritti” e il libricino I nostri diritti. Il primo manifesto sui diritti dei bambini e dei ragazzi (scritto dai bambini e dai ragazzi). L’idea è quella di far commentare la Convenzione per i diritti dell’infanzia da pargoli che hanno dai 6 ai 10 anni. Il libretto è stato pagato dalla Provincia di Filippo Penati che firma un’editoriale sull’ultima pagina del fascicolo lodando «l’originale iniziativa» che ha lui stesso sponsorizzato.
iperattivo Pensavamo con Smemoranda di aver visto tutto. Invece no. L’ultimo stadio di rinculo giovanilistico dell’uomo di sinistra è il libretto con cui Penati si appropria anche dell’età dell’innocenza. I diritti dei bambini sarebbero i seguenti: “Stop agli sberloni”; “Più videogames per tutti”; “Giù le mani dal mio diario”; “Vestiti liberi, capelli liberi”; “Dateci la paghetta”; “Bussate prima di entrare nella mia cameretta”. I bambini si sono però scordati il diritto cui tutti dovrebbero aspirare: “Fare il presidente della Provincia è sempre meglio che lavorare”.
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