La rosa dei Tempi
La tassa sui cani di Renato Soru
Dopo aver inventato la tassa sul lusso, il governatore della Sardegna Renato Soru si prepara a metterne una anche sui cani. Per ora è solo una proposta, ma pare che in giunta sia stata avanzata l’idea di mettere un balzello di 20 euro per ogni quadrupede. L’obiettivo è riutilizzare i soldi incassati per combattere il fenomeno del randagismo (si calcola che sull’isola circolino circa 23 mila cani senza padrone). Unanime lo scontento. Quarantamila pastori sono pronti a protestare davanti al palazzo del governatore.
esosa Certo che quella lisca di Soru le inventa tutte per spillare euro ai turisti e ai sardi. Ma allora perché limitarsi ai cani? Potrebbe tassare le lucertole (30 euro per chi ne ha più di quattro in giardino), o i pidocchi (50 cent a esemplare per capello), o le formiche (prezzi forfait per i formicai), o le pecore (40 euro per ogni allevatore che voglia scambiare qualche effusione). Ma in realtà a Soru basterebbe concentrarsi su un solo tipo di animale per ripianare i bilanci della Sardegna: metta una bella tassa sui pesci randagi del mare e non ci pensi più.
Le fotine con boxino sul Corriere del Pd
Mercoledì 6 giugno, Corriere della Sera, pagina 12, sezione “Politica”. Ci sono notizie su tutto, dai costi della politica a Fassino che va a Milano per il Pd del Nord. Poi, in mezzo a tutto questo po’ po’ di informazioni, spunta una fotina. La bella Ségolène con il bel Walter. È un boxino formato mini. Titolo: “Pranzo Veltroni-Royal”. Testo: «Walter Veltroni e Ségolène Royal hanno pranzato insieme nel giardino della Maison de l’Amerique Latine, a Parigi, a due passi dalla sede del Pse». Fine.
emozionante Ora, sarà pur vero quel che ha detto a Ballarò Paolo Mieli, il quale oltre a essere elettore dell’Unione è anche direttore del Corriere. Sarà pur vero, cioè, che Walter è l’ultima carta rimasta al centrosinistra. E lungi da noi il facile umorismo tipico italiano per cui di fronte al “Pranzo Veltroni-Royal” un qualunquista esclamerebbe, fra risate e pernacchioni: «Ecchissenefrega». No, questa volta promuoviamo l’interessante fotonotizia del Corriere. Solo, vien da chiedere: ma allora perché poi censurare l’incontro storico del 9 giugno tra Marco Follini e il sindaco di Cimitile?
L’orgia fetish della Biennale
Il 27 e 28 giugno sarà presentato durante la Biennale di Venezia lo spettacolo “Messiah Game” di Felix Ruckert. Il balletto reinterpreta in chiave hard-core il battesimo, la tentazione, l’ultima cena, la crocifissione, la resurrezione di Gesù. Si simula un’orgia durante l’ultima cena e un Cristo in spasmi sadomaso durante la crocifissione. Il regista ha dichiarato: «Le orge fetish sono una forma di interazione tra gli uomini, l’espressione del desiderio umano per un mondo fatto di amore, comunione, tolleranza e accettazione».
maniacale A noi ‘sti artisti che portano in scena i loro problemi sessuali ci hanno un po’ rotto. Non è che siccome sono stati, come Ruckert, «chierichetti e boy-scout» allora possono permettersi di spacciare le loro pippe (mentali e non) come arte. Non è che perché «io sono un artista non un teologo, ho il diritto di esprimere il mio punto di vista», allora uno porta in scena la prima turba che gli salta fra i pantaloni. Per quelle ci sono giornalini appositi o le turche della stazione Termini di Roma.
Il lato femminile di Silvio Berlusconi
I quotidiani parlano di loro come «la nuova scommessa “rosa” di Silvio Berlusconi». Sono Michela Vittoria Brambilla, agguerrita imprenditrice lecchese a capo dei Circoli della libertà (con cui oltre al settimanale adesso ha messo in piedi anche una rete di trasmissioni che vanno sulle tv locali) e Laura Ravetto, cuneese che ha il compito di mettere in piedi l’Università liberale. Godono di un filo diretto col presidente (che adorano) e hanno destato malcelate invidie nelle file dei loro colleghi uomini di centrodestra.
geniale Non fatevi distrarre dal fatto che la Brambilla, data per favorita nella corsa alla successione del Cavaliere, si dice in sintonia con Giorgio Cremaschi della Fiom. Perché per il resto ha anche idee intelligenti. E non abbiate paura: Michela Vittoria e Laura sembrano femminucce calate in politica da chissà quale trasmissione Mediaset, ma dicono che sotto quelle gonne minuscole hanno attributi d’acciaio. E poi scusate, cercate di capire il genio berlusconiano. Mentre tutti, destra e sinistra, sono fermi alle quota rosa, chi l’avrebbe detto che Silvio si inventava la quota gnocca?
La giornata dell’orgoglio pedofilo
È stato lanciato su internet l’International Boy Love Day, giornata internazionale dell’orgoglio pedofilo. La delirante idea circola sui siti pedopornografici che vorrebbero dedicare il 23 giugno alla celebrazione dei propri pruriti. Secondo quanto si è riuscito ad apprendere, gli organizzatori vogliono diffondere la «cultura della pedofilia» e solidarizzare con i violentatori di bambini in carcere. Dove e come avverrà la festa non è dato sapere, è probabile che chi aderirà farà comparire una candela azzurra sul proprio sito personale.
ti pareva Unanime è stata la condanna del mondo politico italiano. Giuliano Amato ha detto che vigilerà. Ma l’aspetto più curioso di questa mostruosa iniziativa è che il sito ilbd.net, uno dei più frequentati luoghi virtuali di pedofili del mondo, ha stilato un profilo dell'”uomo che ama i bambini”. Eccolo: «Ha tra i 40 e i 60 anni, di razza bianca, appartiene alla classe media, è di religione cattolica o protestante, politicamente liberale, diplomato». Vi viene in mente qualcuno? A noi pare l’identikit del pedofilo adulto.
L’ultima intervista di Lapo Elkann
Ennesimo colpo strepitoso dell’ormai ritrovato Lapo Elkann. Dopo essersi meritato dalla prima all’ultima le venti pagine di elogi che gli ha dedicato la prestigiosa rivista di moda Vogue (secondo cui Lapo sarebbe nientemeno che «l’uomo meglio vestito al mondo», ma forse non avevano ancora visto la foto pubblicata qui sotto, anzi, probabilmente Lapo non lo hanno proprio mai visto, altrimenti l’anno prossimo da Vogue possiamo tranquillamente aspettarci uno Speciale Malgioglio), Lapo conquista un paginone del giornalone di famigliona (il Corrierone) con un’intervistona furbona.
insiste Innanzitutto va detto che l’intervista dà meritoriamente conto dello straordinario successo che Lapo sta avendo coi suoi occhiali da sole da mille e passa euri. Che se a New York non fossero andati a ruba ci pensavamo noi a fare incetta dei preziosi gingilli. Poi però, al solito, ci tocca bastonare il buon Lapo, che da quando è risorto non ne fa una giusta. Questa volta ce l’ha con la madre, Margherita Agnelli: «Nella vita – dice il rampollo – ho chiesto consigli alle persone che rispettavo e stimavo. Purtroppo lei non fa parte del gruppo». Per la mamma non c’è spazio, dunque. Anche perché Lapo le donne le preferisce un po’ più virili.
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