La rosa dei tempi

Di Tempi
12 Luglio 2007

Lo strano rapporto tra Tempi e la Fiat
Alla festa per la nuova Fiat 500 c’erano 7 mila ospiti, 1.200 giornalisti, Napolitano, Prodi, Rutelli, Bersani, Damiano, Gentiloni, Mastella, Bianchi, Bonino, Bazoli, Salza, Passera, Abete, Pininfarina, Marcegaglia, Bombassei, Tronchetti, Della Valle, Arbore, Baudo, Ventura, Chiambretti. Oltre a Panorama, che l’ha messa prima pagina, hanno messo la pubblicità in quarta di copertina: il Riformista, Europa, Corriere, Unità, Libero, Manifesto, Stampa, Italia oggi, Cronaca qui, Liberazione, Avvenire, Giornale, Sole 24 ore, Foglio, Repubblica eccetera.
Gratis
Quale giornale ha parlato della 500 senza riceverne la pubblicità in quarta di copertina e senza essere invitato alla festa? Chi è dalla parte dei padroni, a favore dello sfruttamento degli operai, per l’innalzamento dello scalone anche per i lavori usuranti, per il turbocapitalismo, per l’asfalto libero e inquinante, a favore dei presidenti con la pettinatura a schiaffo? Ma noi, Tempi! E allora per avere un po’ di reclame di auto cosa dobbiamo fare? Titolare, come Cronaca qui, “La moglie non gli fa vedere i figli. Lui si dà fuoco in automobile”?

Enrico Maria Radaelli, “Ingresso alla bellezza”
Ingresso alla bellezza (Fede&Cultura) è il titolo del più recente volume di Enrico Maria Radaelli, docente di Filosofia dell’estetica, che affronta il problema della conoscenza in una prospettiva trinitaria. Lo scopo della trattazione è quello di mostrare l’inscindibile legame tra pensiero e realtà partendo dal fatto che la seconda persona della Trinità, Gesù Cristo, ha due nomi: Logos, pensiero, che gli consente di governare sulla Verità, e Imago, immagine, volto, grazie al quale ha potere sulla Bellezza.
ratzingeriano
Trattare di materia teologica in una prospettiva estetica. Affermare quello che agli albori della storia della filosofia scriveva San Tommaso D’Aquino, ma che durante i secoli più recenti i filosofi moderni e contemporanei sembrano aver dimenticato. O hanno volutamente ostracizzato. E cioè che il metodo per la conoscenza della realtà passa anche attraverso la Bellezza. E che la Bellezza suprema non è nient’altro che Cristo. Oggi, grazie a Radaelli, questa verità ha modo di risplendere animata da una nuova luce. E di portare una consapevolezza dell’essere umano a tutti gli effetti rivoluzionaria.

Abu Omar, la “vittima” dei servizi “deviati”
L’ex capo del Servizio segreto militare (Sismi), il generale Nicolò Pollari, ha dichiarato: «Sarei felice di parlare a una commissione che possa liberarmi dal segreto di Stato». La situazione è delicata: togliere il segreto di Stato sugli ultimi vent’anni della storia patria oppure no? È necessaria una commissione parlamentare per capire che i dossier di via Nazionale erano frutto della rassegna stampa di quel pasticcione di Pio Pompa? E poi, non è affare del Copaco verificare? A che pro un’altra commissione?
poverino
Ma, soprattutto, ha senso mandare all’aria il Sismi per soddisfare la campagna stampa di Repubblica su Abu Omar? Va bene che il suo sequestro non è stato un’operazione proprio da persone perbene, però avete presente chi è Abu Omar? Fiancheggiatore dei terroristi internazionali, predicatore d’odio, è uno che ha avuto pure il coraggio di chiedere un risarcimento di 10 milioni di euro a Berlusconi (a «titolo simbolico» naturalmente). Dovendo scegliere, val più la pena mandare a ramengo l’intelligence o i terroristi?

L’Obolo di San Pietro raddoppia nel 2006
Mercoledì 4 luglio abbiamo appreso dai giornali che – citiamo da un quotidiano a caso, per esempio Repubblica – «Con il pontificato di papa Ratzinger raddoppia l’Obolo di San Pietro. Le donazioni nel 2006 sono state 101 milioni 900 mila dollari». Mentre l’anno precedente, ci informa sempre il quotidiano di largo Fochetti, «il totale era stato di 59 milioni 441 mila dollari, con un aumento di 7 milioni 731 mila dollari rispetto al 2004». Per la cronaca, l’Obolo finanzia la missione apostolica e caritativa del Papa.
clamoroso
Onore a Repubblica che ha riferito dell’effetto Ratzinger sul portafoglio dei fedeli. Solo una domandina (che non è giusto rivolgere solo a Repubblica, dato che tutti i giornaloni laiconi nella fattispecie si sono comportati analogamente). Visto che un posticino di rilievo sul giornalone laicone non lo si nega a nessuno, neanche al primo asino che passa e raglia che bisogna abolire il Concordato, proprio non si trovava qualcosina di più che un microboxino a pagina 39 per una notizia che dimostra la totale inutilità di tutte le campagne laicone del giornalone in questione?

Un Melloni matrigno per un Motu aperturista
Per Alberto Melloni con il pronunciamento sul diritto dei fedeli a richiedere la Messa in latino Benedetto XVI avrebbe minato «il ministero del vescovo». Infatti, a detta dell’augusta penna del Corriere della Sera, «il vescovo non è esaurientemente descritto dalla successione apostolica in quanto tale: egli è prima di tutto il liturgo dei misteri, colui che genera la Chiesa come “plebe di Dio adunata sotto il vescovo”». Ergo, il Motu proprio del Papa «è un colpo alla dottrina del Vaticano II».
azzardato
Secondo la dottrina del Vaticano II il Papa è «il perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità sia dei Vescovi sia della moltitudine dei fedeli. Infatti il Pontefice ha sulla Chiesa la potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente» (art. 882 del catechismo). Al che, delle due l’una: o Melloni si fa eleggere alla Congregazione della Dottrina della Fede. O, come gli consiglia la Chiesa secondo Paolo Mieli, si fa definitivamente mormone.

Allarme clima, quanto mi costi?
Il 9 luglio l’inserto economico del Corriere della Sera ha pubblicato una ricerca sviluppata in proprio su tutto il settore del no profit. Lo studio, una specie di inedito in Italia, aveva lo scopo di dimostrare come un settore imprenditoriale solitamente associato al dilettantismo del volontariato, si sia ormai professionalizzato in maniera ben visibile. A partire dai numeri dei bilanci delle singole organizzazioni e dalla moderna idea di governance che molte di loro hanno adottato.
istruttivo
La ricerca del Corriere è tutta da leggere. Ma visto come fioccano oggidì le panzane sul global warming, i concertoni per l’ambiente e i predicozzi sugli sprechi, merita un’attenzione speciale la tabea intitolata “Chi vince in efficienza”, dove quelli di via Solferino si sono divertiti a classificare le Onlus in base a quanto, dei fondi raccolti, ciascuna di esse destina effettivamente al proprio oggetto sociale. Fanalini di coda Wwf Italia e Greenpeace Italia, rispettivamente con un misero 56 e un infimo 43 per cento. E noi non faremo i moralisti. A patto però che non ci vengano a dire che è colpa del buco nell’ozono se sparisce pure il grano.

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