La rosa dei Tempi

Di Tempi
28 Settembre 2006

Wayne Kopping, “Obsession”
Da un paio di settimane è stato rimosso sia da Googlevideo che da YouTube.com Obsession. Radical Islam’s War Against the West, un documentario di 1 ora realizzato dal regista sudafricano Wayne Kopping e dallo sceneggiatore canadese Raphael Shore sull’ascesa del fondamentalismo jihadista. Attraverso interviste, filmati di repertorio e materiale d’archivio viene illustrata l’ideologia del radicalismo islamico e la sua prossimità al nazismo. Il dvd del film è in vendita sul sito internet www.obsessionthemovie.com.
Disinfettante. Visto che il film non è più scaricabile da internet e il dvd costa 19,50 dollari, da bravi abbonati che pagano il canone televisivo invitiamo Rai Tre, che ci ha appena propinato Confronting the Evidence, il documentario complottista sull’11 settembre prodotto dal miliardario Jimmy Walter, ad acquistare i diritti di Obsession, sottotitolarlo in italiano e trasmetterlo in un orario che non sia da licantropi. In subordine, ci rivolgiamo a Enrico Mentana, un altro che deve farsi perdonare qualcosa sull’11 settembre.

L’eutanasia di Exit Italia
Mentre ferve la polemica sull’eutanasia, riaccesa dall’ormai celebre lettera al presidente Giorgio Napolitano di Piergiorgio Welby, affetto da distrofia muscolare, domenica 24 settembre presso la sala congressi dell’Hotel Air Palace di Leinì in provincia di Torino, in occasione dei dieci anni di attività, l’associazione Exit Italia ha proiettato il video che documenta il suicidio assistito di Micheline, malata terminale svizzera. Video che sarà disponibile online sul sito www.exit-italia.it.
Da suicidio. Prima la spiegazione di tutta la procedura, poi la preparazione del barbiturico, che la candidata porta alle labbra di sua volontà, quindi la telefonata alla polizia per denunciare il suicidio. Questo il contenuto del video. Protagonisti: Micheline e il dottor Sobel, presidente della filiale ginevrina di Exit. “Dolce morte” che permette alla donna, moribonda per scelta, di pronunciare le ultime, lapidarie parole dopo aver ingerito il veleno: «Non pensavo sapesse d’arancia». Molte lacrime e pelle d’oca assicurata. Poi, una domanda: chi non muore si rivede, ergo chi muore non si rivede. Chi s’ammazza, però, ce lo ricicciano in tutte le salse.

Il Gian Burrasca dei disabili
L’appuntamento è per il 5 ottobre, ore 21, perché dopo il successo di Varese, Busto Arsizio e Monza, arriva anche al Teatro Manzoni di Milano Le Avventure di Gian Burrasca. Uno spettacolo a ingresso libero realizzato grazie alla collaborazione tra le cooperative Cura e Riabilitazione di Milano, L’Anaconda di Varese, L’Iride di Monza e Solidarietà e Servizi di Busto Arsizio, dove oltre 30 attori, di cui 20 disabili, interpreteranno, diretti da Luisa Oneto, un musical ispirato al celeberrimo Giornalino di Vamba.
Diretto All’inizio c’è sempre un progetto, POLinRETE, un finanziatore, la Fondazione Umanamente di Ras, il patrocinio del Comune di Milano e della Regione, e un’ottima ragione: integrare l’azione di chi opera con i disabili per devolvere offerte alla realizzazione di un centro per l’autonomia dei disabili di Vanzago. Ma il premio va tutto alla schiettezza degli attori che, memorizzate per due anni le massime di Giannino Stoppani, ricorderanno all’ex “preside d’Italia” Letizia Moratti come «i piccini di fronte ai grandi hanno sempre torto, specialmente quando hanno ragione».

Il servizio Meridiana “Hi-fly shop”
Attenzione: «Sta riscontrando già molto successo il neonato servizio per i passeggeri “Hi-fly shop”: a bordo degli arei i clienti possono dedicarsi anche agli acquisti, scegliendo tra una ricca e prestigiosa selezione di cosmetica, bigiotteria, profumi, ecc., il tutto accompagnato da un vero e proprio servizio di caffetteria per degustare snack e bevande e deliziarsi durante il viaggio» (dall’in-flight magazine di Meridiana). Ora rileggete attentamente chiedendovi che tipo di servizio stia mai descrivendo questo capolavoro letterario.
Adesso si chiama così? D’accordo, è facile prendersela con le riviste che si trovano a bordo degli aerei. Del resto sono gli organi di automarchetta per antonomasia. Però. Però a Tempi ci insegnano che ogni marchetta ha un limite. E qui qualcuno il limite l’ha superato. Quello che Meridiana vi ha appena descritto come un servizio che «riscontra molto successo. accompagnato da un vero e proprio servizio caffetteria», infatti, fuor di metafora si dovrebbe spiegare così: «Smettetela di insultare lo steward. Non lo sapevate che ormai sugli aerei si paga anche l’acqua del cesso?».

Road to Guantanamo
Nell’ottobre del 2001, tre giovani inglesi di origine pachistana decidono di tornare in patria per il matrimonio di uno di loro. Già che ci sono, fanno una capatina in Afghanistan per dare una mano come volontari. Sotto i bombardamenti della coalizione internazionale, nella confusione generale, si ritrovano in mezzo a un gruppo di “resistenti”. Scambiati per talebani, vengono deportati nella prigione di Guantanamo dove vengono incarcerati, interrogati, scherniti, torturati dai soldati americani.
Alla rovescia Sarebbe piaciuto a Joseph Göbbels, il ministro della Propaganda nazista, questo film che s’è aggiudicato l’Orso d’oro al Festival del cinema di Berlino. Film di propaganda, che combinando in modo scaltro fiction e materiale di repertorio (naturalmente estrapolato e decontestualizzato), semina odio distorcendo la realtà. Il copione è quello di sempre: l’America di George W. Bush come il Grande Satana che tortura innocenti, ammassandoli in carri bestiame come ebrei e offende il Corano deriso e preso a calci.

Jonathan Franzen, “The Discomfort Zone”
Sei istantanee di vita borghese nel Midwest americano, sei scatti di un cuore prepotentemente “made in Usa”, sei tasselli di un mosaico di piccole miserie e grandi slanci verso la constatazione di un errore: ovvero, la rivisitazione delle proprie certezze, la scoperta che l’utopia della felicità si squaglia davanti a una vita che non si può correggere, malgrado tutti gli sforzi che si possono compiere. The Discomfort Zone. A Personal History di Jonathan Franzen è questo, un mea culpa in nome del più cinico realismo.
Nemesi Quello di cui stiamo parlando è un libro da vendersi dietro prescrizione: non è possibile leggerlo se non si è prima letto Le correzioni, best-seller di Franzen e naturale incubatrice di questa novella in sei parti sull’educazione alla vita di un giovane del Midwest il cui destino sta tutto in un bicchiere di scotch, nella casa materna da vendere per onorarne l’ultima volontà e nella constatazione che anche Kafka «temeva la morte, le donne e aveva problemi coi parenti. Scriveva, per sublimare». Contrappunto alle Correzioni, di cui però non ha la rabbia narrativa.

Capitan Abruzzo
Novità per gli studenti abruzzesi. Debutta Capitan Abruzzo, bimestrale a fumetti nato da un’idea del governatore Ottaviano Del Turco con duplice e nobile obiettivo: realizzare un “ponte” tra l’ente Regione e il mondo dell’educazione da un lato; contribuire a ridurre il secolare divario tra l’Abruzzo interno e quello costiero dall’altro. Come? Grazie alle divertenti imprese dell’orso Marsio e del delfino Lou Travok. La rivista è distribuita in 16 mila copie nelle edicole dei capoluoghi e negli istituti scolastici della regione.
Casuale Capitan Abruzzo, rivista-ponte realizzata da Luigi Salucci – casualmente figlio del sindaco di Collelongo, casualmente amico di Del Turco, casualmente originario dello stesso paese – che per questa lodevole iniziativa percepisce dalla Regione solo 32 mila euro l’anno, sarebbe un’idea rivoluzionaria e indispensabile. Peccato che qualche giorno prima l’assessore al Bilancio Giovanni D’Amico avesse casualmente segnalato che per far quadrare i conti mancano solo 2 miliardi di euro.

Il “Procida” al Papa letterato
L’8 settembre, in occasione della ventesima edizione del premio “Procida, Isola d’Arturo” dedicato a Elsa Morante, la giuria presieduta da Marcello Veneziani ha assegnato un premio speciale a Joseph Ratzinger per L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture. Il libro, introdotto da Marcello Pera, riporta la lezione che l’allora cardinale tenne a Subiaco il 1° aprile 2005, oggi raccolta e pubblicata dalla casa editrice Cantagalli di Siena. Nel libro, Ratzinger analizza il ruolo della fede nel contesto europeo
Scacciastrega Dopo i vari Strega e Campiello finalmente un riconoscimento letterario tanto fuori dal coro quanto meritato. È la prima volta infatti che un pontefice riceve un premio letterario «per la sua attività di autore e di intellettuale. Perché ha saputo congiungere nelle sue opere la religione alla cultura, riconoscendo la civiltà cristiana non solo come civiltà della fede e della pietas, ma anche come civiltà del pensiero e dell’arte» dimostrando «che intellettuale non è sinonimo di illuminista irreligioso».

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