La rosa dei Tempi
Klein contro il capitale sfruttacalamità
Naomi Klein, scrittrice no global, dopo il successo planetario del suo No logo, è tornata in libreria con Shock Economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri. Il libro, edito in Italia da Rizzoli, è stato anticipato da un’ampia intervista a cui il Magazine del Corriere della Sera ha dedicato la copertina. La tesi del libro è che l’Occidente e le multinazionali sfruttano guerre e disastri naturali per i loro luridi scopi economici. È la cosiddetta shockterapia, che grazie al caos affama i poveri e gli indifesi del mondo.
opportunista Papà fu allontanato dalla Disney perché sindacalista, la mamma faceva «documentari impegnati, ma non film hollywoodiani», il fratello aveva fondato «un gruppo antinucleare», lei, in prima liceo, aveva scritto un tema su “L’America: Poliziotto del mondo”. La Klein concede l’intervista in un bar nel centro di New York e dice di aver preso contatti con Hollywood per «trasformare il libro in un film». Non sappiamo per il capitalismo, ma per lei la shockterapia funziona altroché: ci bombarda di cazzate e poi passa a ritirare l’incasso.
La quarta guerra mondiale secondo Alberto Leoni
Ha avuto un prologo in cui spesso l’Occidente non ha saputo vedere quel che si muoveva sotto i suoi occhi. Una data d’inizio, l’11 settembre 2001. Uno sviluppo drammatico, che si combatte su molti fronti, dall’Iraq all’Afghanistan, dove la presunzione può portare anche a clamorosi errori, ma soprattutto sul fronte interno, dove il nemico è la miopia di chi ancora crede che la guerra non ci sia, o riguardi “altri”. È La quarta guerra mondiale (Ares), da poco in libreria.
combattivo Non ci si faccia ingannare. Anche se tratta sempre di guerra, Alberto Leoni ama la pace. Ma sa che per difendere la pace occorre, quando serve, combattere. Così ha scritto questo libro per attaccare «una pavidità, una vigliaccheria così ben nutrita e addestrata da pervadere ogni singola maglia della grande rete umana europea»; per combattere «una lotta culturale perché milioni di uomini e di donne rischiano la vita e la libertà e muoiono a migliaia ogni giorno, ogni ora, combattendo quella guerra che a noi ripugna tanto». Da leggere.
Sull’11/9 Cardini non cambia idea. Manco se glielo chiede Osama
L’8 settembre Osama Bin Laden si è rifatto vivo in un video. Lo sceicco di al Qaeda ha detto che «ci sarà un’escalation nel combattimento e nell’uccidervi. È il nostro compito e i nostri fratelli lo stanno portando avanti». Ha invitato gli americani a convertirsi, anche perché «non ci sono tasse nell’islam, ma solo una piccola zakat del 2,5 per cento». Ha citato il «grande politologo Noam Chomsky» e ha elogiato i kamikaze dell’11 settembre che hanno costretto gli Usa a «cambiare la direzione della bussola».
ostinato Il riferimento ai kamikaze è – se ancora ce ne era bisogno – l’ulteriore conferma che ad organizzare l’attentato sono stati i terroristi. Intanto è uscito in libreria Zero. Perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso (Piemme), concentrato di tesi complottiste con un saggio di Franco Cardini (l’intellettuale di destra che piace a Veltroni). Diventa così chiaro perché Cardini si ostini a sostenere tali panzane. Vorrebbe, come Chomsky, essere citato da Bin Laden. Dal suo punto di vista, la cosa farebbe curriculum.
L’ultimo capolavoro del filantropo Clinton
Il 5 settembre, perlomeno su tutti i quotidiani che si rispettino, la vera notizia era l’uscita dell’ultimo capolavoro dell’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton. Il libro, intitolato elegantemente Giving (che in italiano significa “Dare”), è una specie di manuale di solidarietà, dove l’ex inquilino democratico della Casa Bianca ha raccolto le storie edificanti di diversi benefattori incontrati in giro per il mondo. Non tutti i protagonisti di queste vicende sono ricchi, però. Perché anche i poveri possono fare del bene.
manuale L’ultima cosa che ci aspettavamo era che ci toccasse di dover ringraziare proprio lui, Clinton, il fondatore dell’ulivismo mondiale, l’animatore del prodismo intergalattico, nonché l’aspirante primo first gentleman della storia degli Stati Uniti. Talmente grati gli siamo, per il suo bellissimo Giving, che quasi quasi ci mettiamo subito a tifare per la vivace Hillary. Intanto, comunque, il titolone che gli ha fatto Repubblica l’abbiamo ritagliato e messo da parte. “Imparate a dare, la ricetta di Bill per la felicità”. Sì perché Bill, quando c’è da darci dentro, mica sta lì a menare il torrone.
Ci mancavano solo i diritti umani per i robot
Le Monde del 9 settembre racconta in un articolo che in Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone è già molto avanzato il dibattito sui “diritti dei robot”. A Londra, secondo un rapporto commissionato dal governo, alle prossime generazioni di robot dovrà essere garantita una “copertura sociale” quanto più essi parteciperanno alla crescita economica; mentre i ricercatori del Mit paragonano i robot agli animali domestici. «Il riconoscimento di diritti equivalenti a queste due categorie – affermano – apparirà naturale fra 50 anni».
loro meglio di noi Molto interessante. Gli stessi paesi nei cui laboratori la persona umana viene trattata come una cosa (vedi la manipolazione genetica degli embrioni umani fino alla creazione delle chimere) sono anche quelli che si apprestano a trattare le cose come persone umane. Fra l’uomo-non-più-solo-uomo e la-cosa-che-è-più-che-una-cosa c’è una continuità logica che mette i brividi: quella del relativismo intento a cancellare confini e distinzioni fino all’abolizione dell’uomo. In nome del diritto dell’uomo a farsi Dio.
Il pogrom contro i rom?Sarà di certo nazista
Il sindaco di Pavia ha ordinato lo sfratto di 257 rom che sono stati accolti in un residence a spese della prefettura. Alcuni cittadini hanno lanciato dei mattoni contro le finestre del residence e il ministro della Solidarietà sociale, il rifondarolo Paolo Ferrero, ha parlato di «pogrom degno della Germania nazista». “Pogrom” è una parola russa che indica un attacco devastante contro una popolazione. Oggi è usato per indicare le uccisioni avvenute in Russia contro gli ebrei tra il 1881 e il 1921.
fantastorico Il ministro ricomunista ha associato il termine “pogrom” con il termine “nazista”. Si vede che lui ha studiato su libri che parlano solo delle persecuzioni hitleriane, negli anni in cui in Unione Sovietica gli ebrei se la spassavano tra un soggiorno in Siberia e una fucilazione in piazza. Per le sue prossime esternazioni gli forniamo un catalogo di altre associazioni lessicali possibili: shoah eschimese, tsunami svizzero, inquisizione nepalese, genocidio brianzolo, crociata hawaiana, jihad lussemburghese, gulag vaticano.
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