La Sardegna che non conosci

Di Tempi
12 Luglio 2007

Per molti vacanza estiva fa rima con Sardegna. Dopo aver fatto lunghi bagni di sole, potrebbe essere una buona idea avventurarsi per piccoli borghi, alla ricerca di bellezze antiche e sapori dimenticati. Può accadere, ad esempio, ad Ogliastra, un territorio aspro e roccioso, che però vanta monumenti naturali come i Tacchi, monoliti calcarei a forma di tacco, o le rocce rosse di Arbatax, che danno su bianche spiagge.
In questa zona apparentemente arida, vengono prodotti ogni anno 100 mila quintali di uva per il Cannonau Rosso Doc. Nella parte orientale della regione, a metà tra il Golfo di Orosei e il Supramonte, c’è Dorgali – nella cui frazione di Calagonone al via una rassegna jazz – si trovano invece le Grotte del Bue Marino, che prendono il nome dall’appellativo che gli abitanti del posto davano alla foca monaca. Nei dintorni, si può anche fare una visita veloce al Villaggio di Tiscali, quaranta capanne nuragiche da raggiungere a piedi, seguendo le freccie scolpite nella roccia. Le energie consumate possono essere colmate ad esempio con il pane “frattau”, un piatto composto da strati di pane carasau – il pane tipico sardo, in sfoglie sottili – velocemente buttati in acqua salata e poi conditi con pomodoro, pecorino e uova.

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