La scuola sarda è di stato
Un capitolo a parte, nell’epopea politica di Mr. Tiscali, merita la pubblica istruzione, altra materia in cui Soru ha imboccato la via accidentata del populismo facilone. Il 21 ottobre scorso la Regione ha approvato infatti una bozza preliminare del ddl sull’educazione dove si sottintende la coincidenza tra scuola pubblica e scuola statale. Un “trucchetto” che permette ad esempio – sottolinea Giorgio La Spisa (FI) – di «negare agevolazioni come i buoni libro a chi sceglie per i figli le scuole private». Il 7 dicembre, intervenendo a un convegno sul ddl a Cagliari, Soru ha risposto alle obiezioni di una ex direttrice di scuola paritaria (quindi pubblica secondo la legge Berlinguer-D’Alema sulla parità scolastica, ma non secondo la Regione Sardegna) confermando che per lui l’unica scuola pubblica è quella di Stato. «Finora siamo stati costretti – ha detto – a ricorrere al contributo dei privati, specie per la scuola dell’infanzia. Mi auguro che Stato e Regione investano di più per creare scuole materne bellissime e per non lasciarle nelle mani dei privati». E noi che per un istante abbiamo creduto di vedere le manacce dei privati pure su Tiscali.
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