La settimana 23
Mediobanca (ri)atterra in Sea
Dopo essere stata messa alla porta della privatizzazione Sea, Mediobanca rientra dalla finestra, aggiudicandosi in extremis, su delibera della giunta Albertini, il ruolo di co-advisor della collocazione in borsa (data prevista per il collocamento, ottobre-novembre 2001) del 30% di azioni dell’azienda aeroportuale di proprietà del comune di Milano. Il fatto singolare, dicono gli esperti, è che il tempio finanziario che fu di Enrico Cuccia e che oggi è guidato da Vincenzino Maranghi, sia rientrato nel piatto ricco dell’affare Sea dopo esserne stato inizialmente escluso, e per ben due volte (in un primo momento non era stato nemmeno ammesso alla gara, poi è tornato in corsa classificandosi però agli ultimi posti delle società e banche concorrenti). Poi è successo che i vincenti la gara di advisor per la privatizzazione Sea (la coppia Arthur Andersen e Bnp Paribas), con inusuale cortesia (almeno in questo genere di affari), hanno proposto alla giunta comunale di nominare anche Mediobanca come ulteriore co-advisor. E la giunta di Gabriele Albertini, con altrettanta singolare cortesia, ha subito approvato.
Ministro, cura te stesso
Dopo che il ministro uscente Umberto Veronesi si è esibito con Jo Squillo in qualità di testimonial per la giornata mondiale contro il tabagismo, c’è chi invece preferisce interrogarsi su temi un po’ meno “fumosi”, relativi ad esempio al problema della qualità e delle prospettive del servizio sanitario italiano. Se ne discute da oggi al 9 giugno all’Hotel Executive di Milano, nel corso del primo congresso nazionale dell’associazione (2000 iscritti fra medici e operatori sanitari) Medicina e Persona. Titolo : “Medico cura te stesso: libertà e responsabilità nelle professioni sanitarie”. Fra i relatori Antonio Pagano e Marco Pierotti, direttori rispettivamente dell’istituto d’Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Milano e del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Lodovico Balducci, Università della Florida (Usa), Ignacio Carrasco De Paula, Univeristà Cattolica di Roma e il rettore della Pontifica Università lateranense monsignor Angelo Scola. Tra gli altri interverrà anche Piero Micossi, assessore regionale della sanità della Liguria ed editorialista del Sole 24 Ore, fra i candidati al ministero della Sanità.
Adelphi col vento in poppa. Dopo Barney arriva Dávila
In margine a un testo implicito, edito da Adelphi e anteprima in Italia di una ben più vasta raccolta di aforismi di Nicolás Gómez Dávila, è un’operazione editoriale molto scorretta politicamente. Per questo è stata subito adottata da Tempi ed è divenuta oggetto di un nostro piccolo tormentone. Si sono poi occupati del caso anche i maggiori quotidiani nazionali e recensioni positive sono venute un po’ da tutte le direzioni politiche. Dopo l’illustre precedente de La versione di Barney di Mordecai Richler – altro libro Adelphi proiettato in cima alle classifiche dalla gioiosa macchina da guerra del Foglio di Giuliano Ferrara – anche lo scrittore colombiano diventerà un caso editoriale dell’anno? Forse sì. Tant’è che, dicono all’ufficio stampa dell’Adelphi, «le vendite vanno molto bene, non ce lo aspettavamo, Dávila sta suscitando molta curiosità, proseguiremo nella pubblicazione della sua opera». Singolare paradosso per una casa editrice ritenuta in odor di zolfo in certi ambienti della destra cattolica, lo scopritore italiano del colombiano Dávila, autore “reazionario” scomparso sette anni fa, praticamente sconosciuto in America latina e mai sbarcato prima d’oggi in Europa, è Giovanni Cantoni, leader di Alleanza Cattolica e direttore a Piacenza del bimestrale Cristianità. Il traduttore (e autore del bel saggio collocato in post-fazione all’edizione adelphiana) di Dávila è invece il filosofo germanista Franco Volpi.
La Corea del Nord come la California (ma alla fame)
Probabilmente Pyongyang è una delle capitali più bizzarre del mondo. Mentre i blackout per insufficienza energetica dettano il ritmo delle attività quotidiane, i suoi abitanti coltivano orticelli e allevano polli sui balconi in modo da avere qualcosa da mettere sotto i denti. Ciò nonostante Pyongyang vanta un esclusivo golf-club e niente meno che un casinò. Siccome, ovviamente, questi sono passatempi decadenti e capitalistici che poco si addicono alla purità del popolo, entrambi sono aperti solo a stranieri (perlopiù cinesi e giapponesi di origine nord-coreana) e a qualche ufficiale di partito. Tuttavia, ai diversivi offerti dalla capitale nordcoreana, si potranno aggiungere presto circa 300 pub debitamente equipaggiati di birra inglese, fornita dalla birreria Ushers: il suo impianto ha lasciato l’originale Townbridge per essere riassemblato nella periferia di Pyongyang. Al momento in città sono attive solo due microbirrerie aperte con aiuto straniero, e ci si augura che la nuova birreria di stato porterà nuovo sollievo. Non solo agli stranieri assetati, ma anche al personale medico degli ospedali nordcoreani, dove i vuoti di bottiglie sono utilizzati per le flebo, come ha testimoniato tempo fa un medico tedesco in visita (in seguito prontamente rispedito a casa dalle autorità locali).
Buddha “rossi”
Pechino ha riferito di avere individuato un totale di 8 “buddha viventi” tibetani dal 1998 e ha avvertito il Dalai Lama di non provare ad interferire nel processo. La figura del “buddha vivente”, cioè una persona riconosciuta come attuale reincarnazione di un buddha, è una delle caratteristiche principali del buddismo tibetano. Il Dalai Lama, tradizionalmente capo politico della nazione tibetana e leader spirituale della principale scuola buddista locale, è uno di questi; altri sono il Panchen Lama e il Karmapa Lama, a guida di scuole di diversa tradizione. Il totale delle persone identificate come buddha viventi comunque è molto più alto, con stime secondo fonti cinesi che vanno dai 350 ai 2000. A motivo dello status che assumono nella cultura tibetana, le reincarnazioni dei budda vengono a costituire naturalmente un punto di riferimento per il popolo tibetano non solo per le questioni di ordine religioso, ma anche per quelle politiche e sociali. Da qui l’interesse dei comunisti atei cinesi nell’identificazione di quanti più nuovi buddha possibili. L’obiettivo è chiaro: selezionando ed educando i buddha che preferisce, Pechino mira ad assicurarsi il controllo della prossima generazione di autorità religiose tibetane.
Nigrizia (ri)vede la Madonna e (ri)scrive il Magnificat
Trent’anni dopo l’apparizione del Gesù hippy di Jesus Christ Superstar, il mensile Nigrizia presenta la versione anti-globalista della Madonna proponendo un “Magnificat Jeans”, traduzione anticapitalista della nota preghiera di Maria: «…il mio corpo vibra alla venuta del Liberatore, perché si è indignato per l’oppressione di questa sua piccola creatura… Si è rimboccato le maniche con ira ed ha smontato il pensiero unico dei plutocrati. Ha rovesciato le loro poltrone girevoli e ha messo gli esclusi alle loro scrivanie. Ha ridistribuito cibo sano e in abbondanza a chi aveva fame, ha mandato gli ipernutriti a sudarsi il pane. È venuto in soccorso del popolo della Terra ricordandosi cos’è la vera religione, come aveva sognato all’inizio per i suoi figli di tutte le generazioni, per sempre». Ricchi premi e cotillons a tutti i lettori che ci comunicheranno la lista completa dei temi New Age e delle citazioni hippy contenute nel testo di Magnificat Jeans (jeans, ovviamente, sta per Genova).
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