La settimana 26

Di Tempi
28 Giugno 2001
Giuliano dalle Bande Nere

Giuliano dalle Bande Nere

Dopo il gran rifiuto all’amico Silvio Berlusconi che gli avrebbe offerto qualunque ministero pur di averlo nella compagine governativa, Giuliano Ferrara celebra Giovanni Paolo II, che definisce «Grande. Stronca i villaggi vacanze, vuole l’indulto. Ci vorrebbe anche il Papa al governo». E poi promette per l’estate una battaglia al calor bianco sul fronte delle carceri. «Neanche in Cile sono così indifferenti. Questo governo cambierà le cose? Se sì, bene. Sennò, che vadano all’Inferno». Grande. Non vorremmo essere nei panni del ministro Roberto Castelli.

Gad della Pelliccioli&C.

Niente cucina in comune come maligna l’Espresso, secondo cui Il Foglio e La7 si accingerebbero a coabitare sotto un medesimo tetto di 900 metri quadri romani con annesso bistrò. E niente inciuci tra l’Elefantino ospite-commentatore fisso che duetterà in diretta con l’ex direttore di Tg1. «Saranno grandi litigate – confida Gad Lerner – ma il gioco vale la candela». Stanlio&Ollio puntano a conquistare un 1milione dei 15milioni di italiani spettatori fissi degli attuali Tg Rai e Mediaset.

Orlando de’ Pazzi

Nel “giorno che decide il suo destino”, un destino che lo ha travolto con una rovinosa sconfitta elettorale, Orlando Cascio affida ai giornalisti il suo testamento. Poche parole sussurrate davanti ai seggi, nel registro del sublime. Berlusconi: «Mi teme. Perché gli assomiglio. Io sono il Berlusconi della sinistra. Sono l’unico populista della sinistra italiana. Un populismo coniugato coi valori morali, però». Magistratura. «Si sta occupando del passato e così sta diventando un reperto archeologico… I pm che hanno inquisito Andreotti mi hanno sottratto un argomento politico». Mafia. «Io ora sconfiggo la mafia sostituendola, facendo bene le cose che la mafia fa male». Giuliano Ferrara. «Tra noi c’è un feeling stranissimo. Fascinazione. Perché Ferrara è amorale. Immorali e moralisti temono gli eretici. Gli amorali li apprezzano». Donne. «Facile amare le donne belle. Amare le brutte, è vero amore». Memorie. «Fighting against the mafia. La mia autobiografia in uscita in Usa, vado il 18 luglio a presentarla da Larry King alla Cnn». Cinema. «Conservo il diploma di miglior attore della tv tedesca per il 1994». Fumo. «I sigari me li manda ogni anno Fidel Castro». Consulenze bipartisan. «Questa è la lettera con cui il presidente messicano di destra Fox mi chiede consigli. Questa è del presidente argentino di sinistra De La Rua». Verdetti storici: «Cuffaro, lo so, vincerà lui. Con gli occhi della cronaca sembrerà una sconfitta. Ma con quelli della storia, una vittoria». Il secondo Cavaliere: «Sappia Berlusconi che sono Cavaliere anch’io. Ho qui la lettera di nomina di Juan Carlos».

Mario degli Ergastoli

Ennesima fumata nera del tribunale di Firenze chiamato a decidere sulla richiesta di semilibertà per il detenuto Mario Tuti. In carcere dal luglio 1974, condannato all’ergastolo per l’uccisione, durante gli anni di piombo, di due carabinieri e un camerata ritenuto, nel gergo penitenziario, un “infame”, il fascista Tuti ha confidato a un amico l’ennesima delusione per un verdetto che non sembra tenere in alcun conto i numerosi attestati – da parte di enti di volontariato sociale, istituti culturali e delle stesse istituzioni carcerarie – di fiducia sull’avvenuta riabilitazione del detenuto dopo quasi 28 anni di duro regime carcerario. In realtà, come non è successo alla gran parte degli ex terroristi che oggi godono della possibilità di lavorare all’esterno delle carceri o sono stati restituiti alla piena libertà anche se con reati più gravi alle spalle, sembra che su Tuti (che non ha mai goduto di un’ora di semilibertà e a cui perfino al capezzale della madre morente non è stato autorizzato colloquiare se non alla presenza dei carabinieri) la burocrazia carceraria stia esercitando un inspiegabile accanimento. L’ultimo rinvio è legato al fatto che Tuti e un brigatista rosso hanno salvato dal linciaggio di una “squadretta” di altri detenuti un immigrato rumeno. In una lettera Tuti si dice dispiaciuto per la non rielezione «dei pochi garantisti che si erano impegnati per me, Simeone, Manconi, Salvato». Politici di destra e di sinistra per cui la riforma delle carceri vale almeno quanto le tre I.

Alessio dei Giornalisti

Una lezione di giornalismo da Alessio Vinci, “l’unico volto italiano della Cnn, il solo a filmare la caduta di Milosevic, capo della sede di Roma” strilla Il Giornale che lo ha intervistato. «I giornalisti vivono in un mondo parallelo, frequentano solo giornalisti, parlano solo di giornalisti. Sono fuori dalla realtà» spiega Vinci a Stefano Lorenzetto. Rimpianti? «Ho fatto fallire il mio matrimonio. A volte mi chiedo: chi mi terrà compagnia? I miei articoli?». Niente male per un trentenne di successo.

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