La settimana 47

Di Tempi
24 Novembre 2000
La solitudine del manager. E quella di un (quasi) Danton. Di Pietro (non Taricone) abbandonato dalle donne

La solitudine è il destino di molti politici. Sembra esserlo diventato anche di Antonio Di Pietro. L’ex pubblico ministero osannato dal popolo dei fax, l’ex ministro dei Lavori pubblici che avrebbe ricostruito l’Italia “rovesciata come un calzino” dai suoi ex colleghi, l’ex docente dell’Università di Castellanza, l’ex poliziotto che si è fatto da solo, l’ex amico di tanti che sono ora suoi ex amici, l’ex candidato del Mugello amato dal popolo della sinistra… all’uomo più ex d’Italia stanno venendo meno anche le signore.

Donne in fuga dall’ex mito
Brutto segno. Il Foglio, in un articolo del 10 novembre scorso, scriveva addirittura di una “Strage di fedelissimi”, sostituiti nel ruolo di alter ego del senatore Di Pietro da una “vistosa signora bresciana”, Silvana Mura. Con l’esuberanza della neofita, notava il quodidiano diretto da Giuliano Ferrara, la Mura ha “poco a poco fatto fuori qualsiasi presenza muliebre attorno a Di Pietro”. Prima di lei era già scappata la federcasalinga Federica Gasparrini. Poi se n’era andata Alessandra Paradisi, sindaco socialista di un paese del Lazio e prima leader dell’“Italia dei Valori”. Quindi l’addio di Letizia Girardelli, consigliere comunale ex socialista milanese. Infine la perdita di Simona Stoppa, devota e preziosa segretaria a Castellanza e a Busto Arsizio. E anche la “bella Sonia Mancini” già intervistatrice di Di Pietro da aspirante giornalista e poi portavoce del medesimo durante il suo periodo al ministero dei Lavori Pubblici è, secondo le parole del Foglio, “sparita nel nulla”. Il giorno stesso il senatore Di Pietro prende carta e penna e scrive al Foglio, che l’11 novembre pubblica: “pettegolezzi e insinuazioni… volgarità, inesattezze” a cui, dice Di Pietro, non intendo replicare per non dar loro “un’importanza che non meritano”. Ma ci tiene, il senatore, a correggere un “errore tecnico”: il coordinatore dell’Emilia Romagna è Elio Veltri e non Silvana Mura che si occupa invece di “coordinare l’organizzazione elettorale”. Il Foglio registra la “correzione” ma invita Di Pietro a correggere il sito ufficiale della sua organizzazione dove Silvana Mura risulta appunto “coordinatrice dell’Emilia Romagna”.

L’amarezza dell’ ex portavoce dell’ex ministro
Non è finita, se Veltri si è presumibilmente lamentato con Di Pietro perché inviasse questa nota al Foglio, a lamentarsi con amici e colleghi è stata invece “la bella Sonia Mancini”. “Non sono mai stata l’addetta stampa del senatore del Mugello, sono stata sua portavoce e capo ufficio stampa nel breve periodo da ministro. Ho scelto di non seguirlo nella sua carriera politica per evitare, giovane come sono, di rimanere legata a un nome così invadente. E solo adesso (lavora alla redazione milanese di e.Biscom, ndr) sono finalmente riuscita a ottenere il praticantato giornalistico dopo aver interrotto la scuola di giornalismo alla Cattolica per rispondere alla chiamata di Di Pietro. E per ottenerlo – ha aggiunto con tono amareggiato – ho dovuto lottare molto”. Cosa è successo fra Di Pietro e la Mancini da far dire oggi all’ex portavoce dell’ex ministro: “Mi spiace che, nonostante la scelta di allontanarmi dal senatore del Mugello, si continui ad associarmi alla sua figura in modo sempre negativo”? E poi ancora: “Dal momento delle mie dimissioni da quel ruolo, Di Pietro non è più entrato in alcun modo nelle mie scelte professionali, e questa è una delle poche cose delle quali mi sento orgogliosa”. Ah, l’ingratidudine muliebre! O forse no?

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