La sicurezza della Russia
Gli avvenimenti internazionali degli ultimi mesi, e la partecipazione della Russia alla grande coalizione contro il terrorismo, hanno dato nuova linfa al dibattito perenne della storia russa circa l’appartenenza del paese all’Occidente o all’Oriente. L’ala nazional-patriottica accetta con grande fatica l’idea di essere intruppata nelle file di Bush e compagni, e non perde occasione per rimarcare il ruolo assolutamente indipendente della Russia nelle vicende afghano-palestinesi, con alcune punte estreme di dichiarata simpatia per Ben Laden e la sua crociata antiamericana. L’intellighenzia liberale cerca di approfittare della contigenza per mostrare la continuità della politica putiniana con le aperture occidentali del decennio precedente, con tutte le possibili ricadute sulla politica interna e le riforme economiche, volte a non perdere il treno della globalizzazione. Tutto serve ad arricchire il calderone, anche le vacanze natalizie, che per decisione di molti provveditorati scolastici, a cominciare da quello di Mosca, quest’anno sono coincise con il periodo del Natale “occidentale”, dal 24 dicembre all’8 gennaio, mentre il calendario ortodosso segna come festivo il periodo dal 7 al 19 gennaio (l’Epifania), i cosiddetti “giorni dei santini” del folklore popolare e delle maschere. Ci sono stati anche cortei di genitori e insegnanti ortodossi a protestare sotto le finestre del Comune, mentre un assessore ha candidamente fatto rilevare che gli sponsor principali delle grandi opere in cantiere nella capitale sono tutti occidentali, quindi meglio adeguarsi ai loro ritmi. Un noto pittore russo, Maksim Kantor, ha lanciato in questo contesto già abbastanza confuso una forte provocazione, con una personale tenuta in una delle principali gallerie moscovite, dal titolo “La Bolla. Mappa geografica”, con quadri, opere grafiche e un libro-catalogo, il tutto dedicato alla madrepatria, considerata come una «bolla d’aria che si autoinghiotte», un enorme buco nero della storia e della geografia, in cui vivono abitanti deformi, «gnomi che si nascondono nei rotoli di grasso del mondo», rappresentati nel quadro “Ecce Homo Russians” con tecnica xilografica per rendere l’immagine tremolante e instabile. Secondo Kantor «la Russia, mascherata nella divisa da potenza europea, mente in continuazione a tutti e a se stessa. L’Occidente è l’insieme di milioni di volontà libere e di destini uniti da uno sforzo comune, quello di rimanere nella memoria. La Russia è l’unione di milioni di impotenti senza volontà, di bastardi randagi, nè mongoli nè tedeschi, meticci dalle gambe storte». La provocazione di Kantor ha già suscitato la reazione di riviste e intellettuali “patriottici”, che invocano la lotta culturale al “nemico interno”, cioè al liberalismo filo-occidentale, come condizione indispensabile per la sicurezza nazionale. Che stia iniziando un nuovo “secolo d’oro” della cultura russa?
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