LA SPERANZA CHE NON DELUDE

Di Tempi
05 Maggio 2005
NON C'è BISOGNO DI RICHIAMI ETICI, MA DI CONOSCENZA DEL MISTERO

Tranne il quotidiano cattolico Avvenire, i giornali italiani hanno considerato una non notizia il convenire a Rimini durante lo scorso week end di 25 mila persone (3 mila più dell’anno scorso) per gli annuali Esercizi spirituali della Fraternità di Comunione e Liberazione.
Forse a motivo di un abissale distanza culturale. Quella che fa intitolare che «La speranza non delude» (Rm 5,5) non perché i cristiani siano eticamente migliori degli altri uomini, ma perché hanno conosciuto meglio se stessi e perciò sanno che solo un Altro è la risposta al loro desiderio di totalità.
In un mondo dove tutti chiedono tutto alla prassi – molti uomini religiosi alla prassi moralisticamente corretta, gli uomini irreligiosi alla prassi politica o tecnologica – c’è ancora qualcuno che afferma che tutto inizia con la purezza di una conoscenza, che rivela la sproporzione strutturale dell’io umano rispetto al compimento dei suoi desideri.
Solo questa posizione umana rende possibile l’esperienza dell’alterità dell’altro. Quando manca, il rapporto con l’altro si riduce alla manipolazione utilitaristica o alla condanna moralistica. Su questo presto torneremo a parlarvi sulle pagine del nostro settimanale.

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