La sposa cadavere

Di Simone Fortunato
16 Marzo 2006
Un giovane per un caso fortuito si ritrova sposato ad un cadavere.

Fiaba gotica e delicata diretta dal maestro del cinema dark hollywoodiano (“Edward mani di forbice”, “Batman”). Un altro racconto di diversità e solitudine: due mondi paralleli e inconciliabili, diversi anche nei toni cromatici: la realtà terrena è grigia, senza colori, dominata dall’apparenza; il mondo delle ombre è colorato e divertito. Non esistono mostri, ma solo gente sola a cui manca l’affetto di qualcuno, continua ad affermare Burton, a due anni di distanza dal suo capolavoro, “Big Fish”.
di T. Burton

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