La tecnica è ideologia

Di Tempi
14 Giugno 2001
Aveva cominciato Neil Postman in Divertirsi da morire negli anni ’80 quando parlò di scuola e Tv

Aveva cominciato Neil Postman in Divertirsi da morire negli anni ’80 quando parlò di scuola e Tv. «Il più importante contributo della Tv alla filosofia educativa è l’idea che insegnamento e divertimento sono inseparabili. Non deve esserci nulla che debba essere ricordato, studiato, o peggio, sofferto. Perché il non plus ultra è il piacere non la crescita dell’allievo». Continua Clifford Stoll (Confessioni di un eretico high tech) sul perché i computer nelle scuole non servono. «La tecnologia promette apprendimento veloce e senza fatica. L’attuale software viene promosso con il motto: “Rende divertente imparare”. Queste macchine per l’istruzione allontanano gli studenti dalla lettura, dalla scrittura, dallo studio. Avviliscono le menti vivaci dei giovani con domandine le cui rapide risposte prendono il posto del ragionamento, e così il quiz entra nell’ambito della didattica. Risposte veloci e azione immediata prendono il posto di riflessione e pensiero critico. Pensare, dopotutto, richiede originalità, concentrazione e intenzione. Apprendere non è semplicemente acquisire informazioni, massimizzare l’efficienza o il godimento. Imparare riguarda lo sviluppo delle capacità umane. Trasformare lo studio in divertimento è svilire le due più importanti cose che noi uomini possiamo fare: insegnare e imparare». Ci ammonisce Postman «la tecnica è un’ideologia, perché impone un modo di vita, un insieme di relazioni tra le persone e le idee, su cui non c’è stato consenso, né discussione, né opposizione. A tenerla in piedi basta che la gente creda ciecamente nell’inevitabilità del progresso». Utopia, previsioni catastrofiche che non ci riguardano? Primo premio delle lotterie scolastiche di fine anno: alcuni anni fa televisori, oggi computer.

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