La tigre e la neve

Di Simone Fortunato
20 Ottobre 2005
Un poeta si ritrova nell'Irak occupato per salvare la sua bella Vittoria.

Brutta copia de ‘La vita è bella’. Stessa dinamica narrativa: lei fugge, lui insegue; lei si ritrova nel pieno di una guerra in corso, e lui l’accompagna per amore. Due film in uno, una parte più comica (ma non si ride mai) e una seconda parte più drammatica (ma non si piange mai). A Benigni manca una vera ispirazione che non sia quella di gettare fango su Bush e camerati: e così il film rimane vittima di un’ideologia antiamericana che soffoca e fa scappare la pazienza: passino le bandiere arcobaleno, i campi di concentramento statunitensi e le solite palle sulla tolleranza, ma la gag macabra del kamikaze della pace imbottito di medicine, quella no, quella è mancanza di rispetto per i morti.
di e con R. Benigni

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