La troika filo-Iran di Strasburgo
Dopo le provocazioni del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nei confronti di Israele, sui tavoli del parlamento europeo gira la petizione del Congresso ebraico europeo, che a Strasburgo chiede di far votare una risoluzione in cui si dichiari il presidente iraniano «persona non grata» sul territorio europeo. «Una misura del tutto naturale – dice Pierre Besnainou, presidente del Congresso – viste le molteplici leggi contro il negazionismo votate dai Venticinque». Questo è tra gli atti più forti e visibili mai portati avanti dal Congresso ebraico europeo dalla sua fondazione nel 1986. «Tuttavia, mi rattristo del fatto che dobbiamo essere noi a promuovere queste iniziative: il caso iraniano dovrebbe invece preoccupare tutti i cittadini e non solamente gli ebrei». Nel frattempo, la volontà della troika europea di portare avanti i negoziati sulle ambizioni nucleari di Tehran è stata severamente criticata, specialmente in Germania. Paul Spiegel, rappresentante degli ebrei tedeschi nel Zentralrat der Juden in Deutschland, lo scorso dicembre dichiarava: «La politica accomodante dei governi europei nei confronti dell’Iran deve finire. È necessario esaminare e porre in atto tutte le possibili opzioni: dalle sanzioni economiche a quelle politiche, anche attraverso l’esclusione dall’Onu».
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