La velofobia colpisce i turbanti
Parigi. Due anni fa, il 15 marzo del 2004, in Francia è stata approvata la legge che vieta «i segni religiosi ostensibili nelle scuole pubbliche». Pena per gli studenti colti in fallo, l’espulsione. In attesa di un rapporto sul secondo anno di applicazione della legge, è disponibile quello sull’anno scolastico 2004/2005.
Gli allievi esclusi durante questo periodo di tempo sono stati 47 e tra questi 44 portavano il velo islamico e 3 il turbante sikh. Solamente 21 di questi allievi si sono iscritti a dei corsi nazionali per corrispondenza. Gli altri hanno abbandonato gli studi o si sono iscritti ad una delle numerose scuole private, nelle quali la legge non si applica. Questi dati rendono evidente che l’obiettivo principale della legge è di mettere un termine ad una temuta islamizzazione, rappresentata dal proliferare di veli islamici, e non di impedire una generica “ostensione” dei segni religiosi nelle scuole pubbliche.
Risultato: alcuni giovani sikh, per ragioni di “equità”, sono espulsi dalle scuole anche se il loro turbante non dava fastidio a nessuno. Danni collaterali della guerra all’islamismo?
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