La verde neutralità dei pavidi

Di Togni Paolo
02 Novembre 2007

Il posto delle culture politicamente definite, strutturate su una base identitaria forte, è ormai preso da un relativismo sradicato che non sa distinguere né far distinguere. Relativismo e mancanza di identità spingono i soggetti politici a distinguersi secondo interessi, laddove la certezza della propria identità consente di dialogare serenamente, e di arrivare a constatare senza traumi le reciproche convergenze e divergenze, usando come discrimine non gli interessi ma i valori. Sapendo chi si è, si sa dove si vuole andare e con chi è il caso di accompagnarsi. Tra le scempiaggini di moda, “le ideologie sono finite” e “questo problema non è di destra né di sinistra” vanno per la maggiore: servono agli ignoranti per non doversi impegnare in ragionamenti che non sarebbero in grado di sostenere, agli inconsapevoli per non sentirsi chiamati ad affermazioni per loro insostenibili, ai furbi e ai profittatori per giustificare qualsiasi cosa, agli imbroglioni per ciurlare nel manico e fare i loro comodi.
Non è così. Ogni scelta amministrativa consapevole deve essere elaborata avendo ben chiaro davanti agli occhi quale è l’obiettivo che si vuol raggiungere: in ultima analisi, la società che si vuol costruire. Questa premessa si applica anche alle problematiche ambientali, che sono tutt’altro che neutre rispetto agli obiettivi economici, sociali e di struttura della società che si vogliono raggiungere. Infatti, se io penso di costruire una società libera, antropocentrica, nella quale il soggetto pubblico operi solo per quello che non può essere fatto da privati, nella quale la sussidiarietà sia un principio da applicare a tutto campo, allora adotterò politiche e normative ambientali molto diverse da quelle che adotterebbe chi sostenesse posizioni biocentriche, o ritenesse che l’uomo sia stato creato per la società, e non la società per l’uomo. Lo vediamo in concreto giorno per giorno, finché saremo costretti a sopportare, da un governo inaccettabile, una politica ambientale becera, ignorante, cialtrona, ma soprattutto incompatibile con la nostra visione dell’uomo e della società.
Insomma, anche in campo ambientale si sta combattendo per l’uomo e per la libertà, contro nemici che non osano più tentare una sfida diretta dopo il crollo dei loro modelli di riferimento, e che, come il Demonio, tentano di far credere di non esistere. Nemici per le idee: saranno avversari solo nel ristretto campo della politica politicante. Di questi nostri nemici, chi sostiene che “l’ambiente non è di destra né di sinistra” è, se permettete, l’utile idiota.

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