Laguna di lusso
Oltre un miliardo di euro in investimenti, di cui 606 milioni in spese per studi e analisi, anche sulla concorenza: Opel Vectra, Ford Mondeo, Fiat Croma, Peugeot 407 e Citroën C5. La nuova Laguna è un’auto, ma anche la storia di una trasformazione tutta da raccontare. Renault, che era l’azienda di “creatori di automobili”, come teneva a precisare nei suoi slogan pubblicitari, adesso diventa casa automobilistica pragmatica come poche, con una nuova immagine, molto meno calibrata sul design e decisamente più attenta alla qualità, e all’effetto che fa. Quindi maggiore cura dei dettagli, un controllo ossessivo delle fasi di produzione e una fabbrica, quella di Sandouville in Normandia, dove nasce Nuova Laguna e dove i 4.200 dipendenti navigano in acque finalmente vivaci. Il merito non è nella voglia di cambiamento punto e basta, ma in una di quelle che si chiamano “scelte strategiche”, che poi stavolta sono due conti davvero ben fatti. Il posto che Renault avrà da qui in avanti sarà a ridosso dei marchi tedeschi specialisti nel lusso, e con la stessa sensazione di solidità da regalare ai clienti, ma restando anche un bel passo indietro alla voce prezzi: un gradino al di sotto che rischia di rivelarsi vero trampolino di lancio.
Nuova Renault Laguna, infatti, inizia da qui, da un prezzo di attacco a partire da 21.200 euro, e poi prosegue con un design piacevole senza eccessi che svecchia di molto lo stereotipo della berlina familiare, senza la foga di stravolgere che c’è stata in passato e che non ci sarà neppure per Laguna in versione station wagon, la SportTour, in listino dal prossimo gennaio. Fuori e dentro, una “Nuova Renault”, con lamiere accostate con precisione teutonica e rivestimenti, finiture interne ricche ma con il lusso del pratico: una plancia elegante e anche vera, con comandi facilmente accessibili e connessione per iPod e telefonino Bluetooth, oltre a quel navigatore satellitare Carminat che resta il più preciso e veloce sul mercato.
La famiglia chiede il bagagliaio, Renault ce lo mette: fino a 1.377 litri di capacità sulla berlina e 1.593 sulla SporTour. La concorrenza obbliga a correre, Laguna risponde con un bel portafoglio di motori. Due benzina, il 1.600 cc da 110 cavalli e un due litri da 140, mentre alla voce gasolio le scelte sono tre, un duemila common-rail Dci nelle due varianti da 150 e 175 cavalli, e il 1.500 Dci da 110 cavalli, quest’ultimo con un livello di emissioni (136 g CO2/km) e consumi (5,1 litri/100 km in ciclo misto) così basso che si è meritato l’etichetta “Renault eco2”, riservata ai modelli con cui la casa francese si propone di dare il suo contributo a una mobilità sostenibile moderna con basso impatto sull’ambiente. L’effetto sulla concorrenza deve invece rimanere alto, ed ecco che tutte le Laguna hanno finalmente un cambio a sei marce, oppure automatico sulla 150 cavalli a gasolio.
Incalzando si impara, ed ecco che in agenda ci sono anche una versione Gt con motore benzina da 175 cavalli e sistema Active Drive a quattro ruote sterzanti, con un livello di prestazioni e tenuta di strada simile alle migliori trazioni integrali su piazza; e poi la prossima versione coupé, ammiratissima già al recente salone di Francoforte: stile pulito, che reinterpreta il tema delle 2+2 sportive con naturalezza ed eleganza. Non a caso, voci interne alla casa francese confermano che Laguna prenderà presto la testa dell’intera gamma Renault, complice il prossimo pensionamento della attuale ammiraglia Vel Satis.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!