L’alba del giorno dopo

Di Simone Fortunato
10 Giugno 2004
Una tempesta gigantesca minaccia di congelare mezzo pianeta: l’uomo riuscirà a salvarsi

Ennesima variante di un filone catastrofico che sembra essere tornato di moda: così, dopo meteoriti giganti, invasioni marziane, viaggi al centro della terra, non poteva mancare il disastro ecologico. Emmerich, uno specialista nei film di grandi effetti (sono suoi “Stargate”, “Independence Day” e “Godzilla”), riesce nell’impresa di costruire un solido prodotto d’intrattenimento che non stufa (grazie anche alla durata contenuta) e fa pure un po’ riflettere. Pregi: ottimi effetti speciali (impressionanti le sequenze dell’ondata su New York, dell’esilio forzato del popolo americano in Messico e dell’occhio del ciclone) e una storia corale che per tre quarti sembra tenere. Difetti: alcuni personaggi che si perdono per strada (gli scienziati inglesi) ed una vicenda sentimentale appiccicata con la colla. Un’opera senza pretese, diversa però nello spirito da film dello stesso tenore di qualche anno fa: un tempo, l’America produceva film in cui il presidente faceva a pezzi, da solo, terroristi o marziani (“Air Force One”, lo stesso “Independence Day”). Ora l’America, ferita al cuore, soffre e domanda aiuto. Addirittura al Terzo mondo.

Di R. Emmerich
Con D. Quaid, I. Holm

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