L’ALGIDA ANGELA
No all’ingresso della Turchia nella Ue e contestata candidatura di Angela Merkel (foto), leader della Cdu, ad avversario di Schroeder alle politiche del 2006. Il congresso dei democristiani tedeschi si conclude all’insegna delle turbolenze interne. La Cdu alleata con la Csu bavarese di Stoiber ha subìto una defezione piuttosto pesante proprio alla vigilia del congresso. Prendendo congedo da tutti gli incarichi di partito, l’ex enfant prodige esperto di politica economica Friedrich Merz ha lasciato dietro di sé un vuoto enorme. Il suo discorso di commiato è stato accolto da un applauso lungo parecchi minuti da parte dei suoi compagni di corrente. Chi invece non pare assolutamente turbata dalle convulsioni interne è la Merkel, che con Merz si sbarazza innanzi tutto di un pericoloso concorrente. Con il che l’algida laureata in fisica nucleare è rimasta solissima alla guida. Da non molto, infatti, aveva silurato pure l’esperto di sanità e vicecapogruppo della Cdu/Csu Horst Seehofer, poco incline ad accondiscendere alla volontà della segretaria. La Merkel tutto comunica, infatti, tranne che carisma, soprattutto a osservatori esterni alle vicende di partito. Da Helmut Kohl ha ereditato forse l’unica abilità che proprio non serve alla Cdu/Csu: l’atavico istinto di conservazione del potere personale. Proprio come Helmut il Grande, la Merkel concentra tutte le proprie energie nell’eliminazione di chi osi contraddirla. Così facendo, però, si sta chiaramente alienando simpatie all’interno del partito (Cdu) e della frazione (Cdu/Csu). Ancora una volta sono tornate a farsi sentire le istanze della Csu, la cugina bavarese della Cdu. La Csu ha minacciato di presentarsi sola a livello nazionale, e non più solo in Baviera. Per adesso lo status quo non cambia, ma sembra che Stoiber non sopporti più il modo in cui la Merkel amministra lo scettro di leader dell’opposizione. Anche gli industriali sono molto scontenti di come si sta comportando la Merkel. Dieter Hundt, presidente della Arbeitgeber (l’associazione nazionale dei datori di lavoro), non usa mezzi termini per condannare il suo compromesso con Schroeder nella riforma della sanità: «Un compromesso marcio fino alla radice», ha dichiarato in un’intervista-sfogo al settimanale economico Wirtschaftswoche.
Anche Anton Boersner, della Bga, l’associazione federale dei grossisti e degli esportatori, vede nella passività della Merkel un segnale di addio alle politiche economiche di mercato.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!