L’altra occupazione

Di Justin Mc Leod
27 Ottobre 2005

Pronti via, si okkupa. Anche se non ne può più nessuno. Anche se è un rito sempre più stanco. Anche se gli studenti non hanno più uno straccio di idea. Ma quest’anno c’è la riforma da attaccare. Non chiedete cosa dice, non l’hanno letta, al più i capi hanno bevuto qualche volantino Cgil. Ma okkupano. La maggior parte dei compagni si adegua, qualche giorno di vacanza non dispiace. Qualcuno però si ribella. Al “Leonardo” di Milano, al “Monti” di Ferrara, al “Macchiavelli” di Segrate i ragazzi di Gioventù Studentesca non ci stanno, si muovono, si organizzano. Se agitazione deve esserci – sembra inevitabile – che ci serva, che sia l’occasione per mettere a tema qualcosa di noi. Che si possano scegliere i temi delle assemblee, parlare di guerra e di pace, di vita e di morte, di letteratura e di politica a partire dalla propria esperienza, dal proprio desiderio di felicità. L’anno scorso al Leonardo e al Carducci ne è nata una vera scuola alternativa, lezioni libere con esperti appassionati a cui i ragazzi possono scegliere di partecipare. Quest’anno i giessini ci riprovano. Sono un pezzetto di società libera. Facciamo tutti il tifo per loro.

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