L’America ci copia i vini
Il Vinitaly che s’apre oggi a Verona accompagna una clamorosa novità: gli americani hanno deciso di copiarci. E se fino ad oggi i vitigni “internazionali” (o dell’omologazione) erano cabernet, merlot e shiraz, tra qualche anno saranno barbera, sangiovese e moscato. I Mondavi, dinastia di vignaioli della Napa Valley, hanno fondato “La Famiglia”, una cantina che produrrà esclusivamente vini che nascono da uve d’origine italiana. Sarà un bene o un male ? Ai posteri l’alcolica sentenza. Certo è che, se il moscato è come il campione che assaggiammo dieci anni fa a casa di Robert Mondavi, c’è da star tranquilli: il territorio non è un optional ed il vino italiano è una cosa seria.
Come il Sangiovese di Romagna “Pruno” di Drei Donà (tel. 0543/769371), ampio, “caldo” che ha una vena ruvida “carezzevole”, unica e caratteristica. Eccezionale con una fiorentina, da ordinare magari a San Marino “zona franca” oppure con una chianina al sangue senza l’osso (suvvia non drammatizziamo; posso capire i cani). Cin!
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